Comunità Militante Furor | Considerazioni sull’aborto

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A cura della Comunità Militante Furor


Il corpo è mio e decido io”

È questo quello che affermano le femministe quando si discute sull’aborto. Non considerano però che dentro quel corpo si trova un essere vivente che normalmente dovrebbe avere il diritto di nascere, ma che la perversione del mondo moderno fa si che possa diventare spazzatura.

Bambino che viene concepito anche grazie ad un padre (non genitore 2), il quale ha tutto il diritto di non voler uccidere il proprio figlio, ma la società è sempre più convinta che il feto sia soltanto un pezzo di materia facilmente rimovibile in quanto insensibile al dolore.

Basta informarsi un minimo per essere a conoscenza del fatto che il feto, quando viene aspirato dal grembo materno, soffre eccome! Non vogliamo fare moralismo inutile, bensì riflettere sulla superficialità della società moderna la quale non è mai pronta a rispondere delle proprie azioni e dei propri sbagli, e cerca sempre la via più semplice per evitare i problemi.

Questa visione che mira alla distruzione del disegno di Dio non può che trovare consensi in una civiltà desacralizzata come quella contemporanea, in cui ogni azione viene presa con superficialità e leggerezza, tant’è che è sempre normale abortire.

Sembrava fossimo già arrivati alla frutta eppure ora ci viene portato sul terribile, cupo ed osceno tavolo della sovversione anche il dolce, rappresentato dalla pillola Ru486. Questa pillola permette l’uccisione del feto entro i primi 63 giorni di gravidanza, senza la necessità di ricovero in ospedale, infatti viene somministrata in ambulatori oppure negli studi ginecologici.

E quindi ecco la nuova creazione del mondo moderno che viene chiamata “aborto fai da te”, sembra quasi che non basti la legge 194/78 (legge che legalizza l’aborto entro i primi 90 giorni di gestazione, prevedendo il ricovero seguito da un’operazione) a gettare ancora di più nelle tenebre questo mondo che alla vita preferisce la morte, soltanto per lasciare un po’ di tempo libero ad una giovane coppietta incapace di prendersi le proprie responsabilità.

Un’altra cosa che fa ancora più scalpore e ci fa sentire i brividi, sono le donne che si pongono favorevoli a questo “omicidio legalizzato dallo stato”, le quali rinunciano alla loro femminilità, quasi ripudiando la loro fecondità, caratteristica virtuosa che viene esaltata nella donna sin dall’antichità, perché magari persuase e rimbambite dalle parole di qualche politicante che altro non vuole che il male dell’umanità, definendosi un filantropo rifilandoci le solite storielle buoniste che siamo soliti sentire ormai ovunque.

Tutte queste storie che ormai ci vengono raccontate come fossero cose normali, cose giuste, ci fanno chiedere se ormai sia arrivata la fine della Civiltà, capendo che è difficile far cambiare idea e far capire che una cosa è malvagia alle persone di quest’epoca ormai troppo intontite dalla “libertà” in cui viviamo.

Però una cosa si può fare ed è quella di marciare dritti non dando ascolto alle voci di chi ci vuole uguali e “benpensanti”. Questo avviene forse perché si è smesso di porsi domande importanti, come ad esempio chiedersi quale sia il valore della vita? Non ponendosi questa domanda, la società non può fare altro che accettare e considerare l’aborto come un diritto. Per noi l’aborto è un omicidio, è il rifiuto di un dono immenso quale è la vita, è agire in nome di Satana. Contro questa visione distruttrice difendiamo la Vita, la famiglia e la Giustizia.