Non dite “buone feste”… Dite “Buon Solstizio e Buon Natale”

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Questa redazione di AzioneTradizionale.com ha sempre sottolineato l’importanza dell’uso delle parole. Le parole sono veicoli, creano immaginari, predispongono chi le pronuncia e influenzano chi le ascolta.
Dunque non può essere casuale, né vissuto con passività, il fatto che alle tipiche espressioni di auguri del periodo natalizio si siano sostituite nuove e diverse parole che, certamente, depotenziano e sviliscono l’importanza del Natale, in tutte le religioni e le culture.
Così, si sente sempre meno dire “Buon Natale” o dire “Buon Solstizio”, mentre il politically correct impone “Buone Feste” o – ancor più terribile e sintomo di schiavitù subita e accettata – “Buon Ponte”.
Dietro la scusa del “non dire Buon Natale perché dà fastidio alle altre religioni e a chi non crede” ci hanno consigliato che il bon-ton, l’educazione e le “cortesie per gli ospiti” impongono un più laico e freddo “Buone Feste”.
Ma le Feste sono tutte, le Feste si confondono, le Feste non sono per tutti, in quanto ognuno festeggia le sue. Allora ci si perde, ci si confonde: “Buone Feste sì, ma quali?“. Si edulcora, si diluisce, si depotenzia, si annichilisce tutto il senso di rinascita e di vittoria del Natale e del Solstizio.
Ma forse forse, a pensarci bene, potrebbe essere meglio così: lasciamo “Buone Feste” per i rapporti falsi e orizzontali, basati sull’interesse economico della vita ordinaria. Usiamo invece “Buon Solstizio e Buon Natale” per i rapporti autentici, veri e sinceri, quelli che veramente al Solstizio e a Natale saluta la Vittoria della Verità sulla menzogna di queste fugaci tenebre.