Terrorismo giornalistico al tempo del Covid

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Continua senza sosta la campagna terroristica messa in atto dai mass media nazionali e internazionali. Non è passato un solo giorno, da quel lontano marzo 2020, senza che i giornalisti e telegiornalisti nostrani abbiano parlato del virus Sars Covid. Coronavirus è infatti ormai sinonimo di ascolti, ma soprattutto di manipolazione mentale. Perché è questo che i mass media stanno facendo da quando è scoppiata la pandemia: stanno giocando con i sentimenti della popolazione, con le paure e l’anima sfiancata e affranta degli uomini e delle donne del mondo moderno.
Ricordate la conta dei morti dei giorni di quarantena? Quando alle sei passate i telegiornali contavano le persone ricoverate, infettate, intubate o decedute? O, ancora più tristemente ridicoli quegli articoli in cui a caratteri cubitali leggiamo che una delle vittime: “è sopravvissuto alla 2° guerra mondiale e all’epidemia Spagnola, ma perde la battaglia contro il Covid”; per poi sotto leggere, scritto piccolissimo, “centenario muore di covid per complicazioni dovute a precedenti malattie”. Questo non solo vuol dire manipolare, ma mancare di rispetto e infangare il nome di chi è morto.
I nostri giornalisti si dilettano a gestire a piacimento dati e statistiche, ma mai hanno parlato dei dati dei guariti: sempre e solo le vittime. Poco importa che queste fossero persone già gravemente malate o deboli e anziani. I numeri, come sempre, possono essere usati e rigirati come si vuole. La manipolazione mediatica è un’arma potentissima e subdola, capace di indirizzare i desideri, le speranze, le voglie e le menti delle persone, ormai completamente distaccate dal piano spirituale, e avvinghiate con forza la piano animico e alla nuova religione scientista della “Ragione Universale”.
I giornalisti dopotutto sono la colonna portante, la fabbrica del consenso dell’ordine mondiale vigente. Essi ne sono infatti la quintessenza. Malleabili, influenzabili, corrompibili; non hanno valori se non il profitto, non hanno padroni se non il denaro e l’oro, e il loro unico fine è la perversione e sovversione del mondo. Ovviamente non bisogna fare di tutte le erbe un fascio, e c’è ancora qualcosa di buono a questo mondo. Il più delle volte però è così: i mass media sono le armi di distrazione di massa che vengono utilizzate per deviare e corrompere.
Il consiglio che noi vogliamo dare a chi persegue la Via della Tradizione è molto semplice: non fatevi influenzare dalla negromanzia del nemico. Non fatevi inebetire dalla stregoneria e dalla manipolazione dei giornalisti. Non fatevi soggiogare dalla litania di morte che recitano ogni giorno in televisione, in radio e sui giornali. Evitate di farvi ammorbare dalle arti arcane di questi sicofanti dell’informazione. Siate liberi, siate puri, siate sorridenti e realisti; soprattutto in questi giorni in cui la luce del Sole tornerà a trionfare lucente sulla notte che ora sta per raggiungere il suo apice. E non dimenticate che “Et facere et pati fortia romanum est”.

(tratto da Repubblica.it) –  Coronavirus, morti per 100mila abitanti: prima Belgio, poi Perù e Italia di Agnese Ananasso

Con 161 morti ogni 100 mila abitanti, il Belgio è il Paese con il maggior numero di vittime di Covid-19 in rapporto alla popolazione, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Segue nella triste classifica il Perù (115 morti ogni 100 mila abitanti), terza l’Italia con 112.

In termini statistici, è la Repubblica di San Marino il Paese con il maggior numero di morti in base alla popolazione (162 su 100 mila), che tuttavia per il numero esiguo di abitanti conta in tutto 55 decessi. In termini assoluti invece il nostro Paese è quinto al mondo per numero di morti con oltre 67 mila vittime dall’inizio della pandemia, dopo Usa, Brasile, India e Messico.

Con 111,23 decessi ogni 100mila abitanti, l’Italia nella classifica dei 20 Paesi più colpiti dal Covid-19 precede la Spagna (104,39), il Regno Unito (99,49) e gli Stati Uniti (94,97). Il nostro Paese è invece terzo nella classifica che tiene conto del rapporto tra casi confermati e decessi. L’Italia ha un rapporto del 3,5%, alle spalle di Messico (9%) e Iran (4,7%) e davanti al Regno Unito (3,4%).

In termini assoluti, con 67.894 decessi, secondo i dati della Jhu, l’Italia risulta il quinto Paese più colpito al mondo, alle spalle di Stati Uniti (311.529 decessi), Brasile (184.827), India (144.789) e Messico (116.487) e davanti al Regno Unito (66.639).