QUESTA È SPARTA – 15

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«Il carattere di una donna non deve essere oggetto dei discorsi degli estranei».
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Con questa sentenza Euboida, sul cui conto non si conosce molto altro, interrompe i pettegolezzi che alcuni uomini stavano facendo sulla donna di un altro.
Tra le seduzioni davanti alle quali l’uomo, così come la donna, deve sapersi controllare vi è quella della carne: tentazione che si manifesta come bramosia di possesso dell’altro, come gelosia e – appunto – come impulso al pettegolezzo.
Il richiamo della passionalità sessuale rappresenta una sfida ai propri limiti umani. Davanti a questo impulso animalesco l’uomo della tradizione mantiene un atteggiamento da dominatore e non da dominato. Infatti, se si perde di vista l’elemento spirituale che – insieme a quello fisico e psichico – caratterizza la sfera sessuale, si diventa come animali in preda agli istinti più bassi, alla ricerca di un piacere materiale ed effimero.
Alcuni ambienti militanti sono frequentati prevalentemente da uomini più che da donne. Questa peculiarità è causata da due dinamiche diverse ma che procedono in parallelo. Dal un lato vi è una stupida attitudine maschilista di coloro che confondono virilità con machismo e Tradizione con tradizionalismo. Dal lato opposto, una condotta da «signorinetta» (come direbbe Evola) di alcune donne, indottrinate dalla mentalità borghese ad apparire, timorose del giudizio altrui e prive di personalità. La “signorinetta” è l’immagine della donna superficiale che si accontenta del visibile e non tende verso l’invisibile, che si sente migliore degli altri senza mai verificarsi con l’azione.
Essere uomo o essere donna comporta un’adesione ad una ben precisa identità che riguarda ogni aspetto della personalità (spirito, anima e corpo). Sempre più raramente la donna è veramente Donna e questo accade innanzitutto perché l’uomo non è più veramente Uomo. La degenerazione della virilità che ha portato l’uomo a cessare di essere Uomo ha fatto sì che la femminilità degenerasse a sua volta e che la donna smettesse di essere Donna.
Una simile inversione di ruoli e la negazione della complementarietà dei sessi hanno condotto, in epoca moderna, al femminismo. Una deriva che nega le differenze tra uomo e donna e che ha portato la donna a mascolinizzarsi e l’uomo a effeminarsi. Al contrario, bisogna rispettare la femminilità (e non il femminismo) perché custodisce in sé una maternità spirituale che va tutelata.
La società contemporanea mercifica la donna, la tratta con volgarità, la disprezza, la vuole ammiccante e disposta a tutto, una donna che sia di parola ma che non parli troppo e che, solo in ultima istanza, sia madre e moglie. Contro tutto questo il militante del fronte della Tradizione deve proteggere la dignità della donna, custodendone il reale significato. La donna è importante in sé e in funzione dell’uomo, essendo entrambi principi complementari e non opposti. Creati l’uno per l’altro, in una sintesi che non appiattisce le rispettive differenze ma che esalta le vicendevoli attitudini.