Vaccino anti-covid: Israele scavalca tutti (come sempre)

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Lungi da noi battere i pugni dall’indignazione o essere partecipi dell’isteria di massa che accompagna la distribuzione in pompa magna del vaccino anti-covid.
Come abbiamo già avuto modo di parlare, nutriamo forti dubbi sull’efficacia e il rispetto dei protocolli di questo farmaco; di questa aberrazione che per mantenere la sua efficacia necessita di temperature “infernali” (o così ci dicono), di questo prodotto che, a detta delle relazioni stesse della Pfizer, si limita ad attenuare i sintomi del covid-19.
Ma al di là delle opposte fazioni vax e no-vax è indicativo dell’ordine delle cose nel mondo moderno che Israele, uno stato di appena 8 milioni di abitanti, abbia superato spavaldamente qualsiasi lista di attesa e abbia ottenuto dosi di vaccino anche dieci volte superiori a stati (come l’Italia) che contano quasi dieci volte la sua popolazione, e conseguentemente molti più morti in assoluto. 
Non c’è da stupirsi però: in un mondo in cui ci vogliono tutti a casa a produrre e comprare dal pc (ne abbiamo parlato anche qui qui e qui) non c’è nessun altro criterio che non sia il denaro

(tratto da corriere.it) – Vaccino covid Israele: già coperto il 10% della popolazione. I segreti della corsa e le regole per gli stranieri di Davide Frattini

La tenda bianca montata in piazza Rabin può accogliere 5 mila persone al giorno. Altri 325 punti sono sparsi per il Paese. I medici e gli infermieri vaccinano per primi gli israeliani inseriti nella lista delle categorie a rischio o quelli che per professione sono più esposti al virus. Chi si trova dalle parti di un centro per le inoculazioni verso il tramonto potrebbe ricevere la dose senza dover aspettare nella coda della burocrazia sanitaria: le fiale della Pfizer — le prime a essere arrivate – devono essere scongelate in blocchi da 975 e pur di non buttare il prezioso liquido i dottori sono disposti a concedere l’iniezione ai passanti che si presentano.

Il governo ha dato il via alla campagna il 20 di dicembre e già il 10% della popolazione (9,3 milioni in totale) ha ricevuto la possibile protezione contro il Covid-19. La corsa contro il tempo e contro la pandemia fa di Israele la prima nazione al mondo per numero di vaccinati pro capite, seguita dall’ancora più piccolo Bahrein (3,37%) e dal Regno Unito (1,39%). L’Italia – secondo i dati aggiornati dall’università di Oxford – sta allo 0,02%.