La Botteri porta la calza a Biden

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E’ il 6 gennaio e qualcuno pensa che la Botteri, a Linea Notte di Rai 3, si sia mascherata. Invece no, è così anche tutti gli altri giorni dell’anno. Non è body-shaming – come ama chiamarlo – ma riconoscere che ha perso il pettine da qualche mese e non lo ha ancora ricomprato.
E la sua mise ben si addice ai toni con cui addita le migliaia di persone scese in piazza per Trump come pochi violenti folli criminali. Il suo messaggio grosso modo è “E’ una vergogna, Biden ha vinto, Trump ha perso, lo devono accettare, invece di protestare“. Sì, lo ha detto proprio lei. Quella che ammise nel 2016 che i media mainstream avevano marciato uniti e compatti contro Trump e che non si spiegava come avesse fatto il biondone a battere la Clinton.
La Botteri e i suoi simili hanno fatto lo stesso in favore di Biden. E stavolta – con i troppi lati oscuri della faccenda – pare che abbiano preso il potere. Con la forza. 
Ma ciò che sorprende – ma chi sorprende se non illusi e ingenui? – è che gli stessi che dicono “Trump è contro la democrazia, viva la democrazia, votiamo Biden per un mondo più democratico” siano gli stessi che poi affermano “questi Trump Boys devono tacere, devono tornare a casa, Trump deve dire loro di andare via, hanno perso e devono tacere“.
In buona sostanza, democrazia tanto al chilo, quanto basta come nelle ricette, per difendere le loro posizioni.
Poi, è morta una donna bianca, una Trumpiana, neckshotted (cui hanno sparato sul collo), come la Botteri. Ma non pervengono segni di compassione né di ravvedimento da parte della Botteri. E nessuno a stracciarsi le vesti per il “femminicidio”, per carità. Evidentemente non è arrivato il segnale di cavalcare l’onda contro il machismo-maschilista-membromunito di Trump e allora la notizia scivola nel dimenticatoio. Figuriamoci e se fosse stata una nera, sarebbe diventata la nuova Presidente degli Stati Uniti, anzi la prima morta Presidente degli Stati Uniti.
Ma davvero qualcuno ancora crede a queste befane con la scopa elettrica, che non si chiedono mai “Caspita, se scendono in piazza migliaia di persone a favore di Trump, nella nostra ‘santa’ democrazia, dovremmo forse ascoltare la voce di così tante persone?“.
No, loro non se lo chiedono. Per loro non rileva. Non sono giornalisti, reporter che riportano notizie. Loro sono cani e cagne da riporto, con un compito da svolgere in favore del padrone con le tasche piene di pappe buone. E lo svolgono indefessi, imperterriti, la faccia come il culo piatto che poggiano sulle tribune televisive e, spesso, anche travestiti da befane tutto l’anno.
PS. Come evidenziato più volte da questa redazione, non sosteniamo in alcun modo Trump. Ci limitiamo a vedere cosa succede nella terra del Golem.