Ritorno in Patria (tratto da Enneadi, Plotino)

386

Qual è quindi il modo? Quale il meccanismo ? Come si contemplerà una Bellezza ingestibile rimanente all’interno del santuario e non procedente verso l’uscita, affinché la veda anche qualsiasi profano? Vada dunque e prosegua verso l’interno colui che può, lasciando all’esterno la vista degli occhi e non rivolgendosi più ai precedenti splendori di corpi.
Colui che vede, infatti, le bellezze nei corpi deve non già accorrere, tutt’altro: riconoscendo che sono immagini, tracce ed ombre, dobbiamo fuggire verso quello di cui queste sono immagini.
Se, infatti. qualcuno corresse su questi oggetti volendo afferrarli come fossero autentiche realtà, sarebbe tal quale colui [Narciso] che, volendo afferrare una bella immagine trasmessa dalla superficie dell’acqua ‒ come da qualche parte un mito, mi pare, dice enigmaticamente ‒, scomparve sommerso nella corrente: allo stesso modo, dunque, colui che si attacca ai bei corpi e non li ha rifiutati, non col corpo bensì coll’anima s’immergerà in profondità buie e non gradite all’intelletto, dove rimarrà cieco in Ade e sarà compagno, lì così come qui, di ombre. “Fuggiamo dunque verso la cara patria‒ qualcuno potrebbe con maggior verità raccomandare.
Quale fuga, quindi, e come? Salperemo come Ulisse, fuggito alla maga Circe o a Calipso ‒ professa enigmaticamente, mi pare ‒ non essendogli gradito rimanere, pur avendo soavi piaceri mediante gli occhi ed essendo compagno d’una bellezza sensibile completa.
Patria nostra, dunque, è il luogo da cui arrivammo; anche il Padre è lì. Che cosa sono quindi questo viaggio e questa fuga? Non si deve compierlo a piedi: dappertutto, infatti, i piedi trasportano da una terra all’altra; né tu devi allestire una vettura a cavalli o una qualche imbarcazione, al contrario: devi rifiutare tutte queste cose e non guardare, tutt’altro: come chiudendo gli occhi, cambiare la vista con un’altra, così da risvegliare quella che ognuno ha, sebbene pochi la utilizzino.
(tratto da PLOTINO, ENNEADI I, 6, traduzione di R. Radice, Mondadori)