Parla Soleimani!

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A questo link (tratto da islamshia.org) troverete un contributo di notevole significato: il discorso integrale tenuto dal Generale Martire Hajj Qassem Soleimani, comandante delle forze Quds dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, il 5 maggio 2016 in occasione della sessione di chiusura del Congresso nazionale dedicato agli ottomila martiri offerti dal Gilan durante la Guerra Imposta all’Iran Islamico e Rivoluzionario da Saddam e dagli Stati Uniti.
Un estratto significativo:
Una delle caratteristiche della guerra, che consolava tutti coloro che hanno donato dei martiri, era l’esistenza di comandanti martiri, di queste vette elevate della Sacra Difesa. Vi darò un esempio: Mahdi Bakeri non era una persona ordinaria. Uno così era il vostro comandante sul campo di battaglia, e quando è diventato martire era all’interno di una trincea nella prima linea del fronte. Nella nostra guerra essere comandante voleva dire essere davanti a tutti (imamat), non dirigere (hidayat). Non si trattava di dire “andate lì”, ma “venite qui”. C’è una grande differenza tra queste due parole: “andate” e “venite”. Erano in prima linea e il loro grido era “venite qui”, non “andate lì”. Colui che dice “vieni” è la Guida (Imam). I nostri comandanti martiri erano in prima linea durante le battaglie. Era seduto nella fossa, accanto alla strada di Emare, e la sua voce è stata registrata. Ha detto ad Ahmad Kazemi – e il martire Kazemi ha sofferto per questo fino al giorno del suo martirio: “Ahmad, vieni qui! Io qui vedo una cosa, che se anche tu potessi vederla, non vorresti più andartene”.