Il Nepal conquista il K2 in inverno

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Impresa epica di 10 alpinisti nepalesi, che conquistano l’unica vetta oltre gli 8000 metri che era ancora rimasta inviolata – prima di questo successo – nella stagione invernale: il K2.
Con questa spedizione il Nepal si afferma nel panorama del grande alpinismo con una nuova veste di protagonista, dopo aver supportato per decenni le grandi spedizioni occidentali con un supporto fondamentale alle imprese già compiute.
I nepalesi, prima di raggiungere la vetta, hanno atteso quelli più arretrati e con profondo spirito comunitario e identitario hanno issato la bandiera nepalese, chiudendo con successo la stagione della scalata degli 8000 in inverno, che ha visto anche il nostro Simone Moro tra gli indiscutibili primi attori.
Ciò che sorprende – e fa abbassare le penne a molti ‘fenomeni’ del record d’alta montagna – è la semplice umiltà e il basso profilo che i nepalesi hanno portato avanti nella loro spedizione, senza ricerche di protagonismo (nonostante ciò, come sempre per la montagna, vi sono state voci critiche, anche dettate da invidia). D’altra parte, la montagna li ha accolti e questi scalatori, con rispetto e abnegazione, hanno potuto adempiere ai propositi della loro missione. Contro ogni protagonismo ‘recordista’.

 

(tratto da montagna.tv) – È vetta sul K2. La grande sfida è vinta!

Questo pomeriggio alle 17.00, ora locale, il K2, l’ultimo 8000 inviolato in inverno, è stato conquistato. A mettere piede sui 8611 metri della cima Nirmal Purja, Gelje Sherpa, Mingma David Sherpa, Mingma Tenzi Sherpa, Dawa Temba Sherpa, Pem Chhiri Sherpa, Mingma G. Sherpa, Kili Pemba Sherpa, Dawa Tenjing Sherpa e Sona Sherpa.

Per quanto riguarda l’uso dell’ossigeno, attendiamo di avere conferme dagli alpinisti su chi ha fatto uso o meno delle bombole. Le cose potrebbero essere cambiate per molte ragioni rispetto alle dichiarazioni di intenti iniziali, per avere la certezza su chi ha realizzato l’impresa senza uso di bombole bisognerà attendere che gli alpinisti facciano ritorno.

Arriva adesso il momento più difficile, quello della discesa. Quando saranno al sicuro nelle tenda a campo 4, 7800 metri, potremo festeggiare. Per ora ancora dita incrociate.