Corrado Augias irrecuperabile

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Le parole del saccente scrittore e tuttologo del giornalismo italiano Corrado Augias certamente nascono da un fondo di verità, ma che rischiano di dare solo un’immagine sommaria e per questo inesatta di cosa sia realmente la Calabria. 
C’è modo e modo di dire le cose anche perchè non si scopre di certo oggi che la mafia è una piaga sociale che opera tanto in Calabria, quanto in tutto il Sud Italia e attraverso interessi economici e politici è arrivata con i suoi tentacoli anche nelle integerrime e immacolate Regioni del Nord.
Giudizi, pregiudizi e parole dure come quelle di Augias trovano terreno fertile ma puntare il dito contro la Calabria è fin troppo facile e scorretto nei confronti dei calabresi onesti e perbene che ogni giorno si rimboccano le maniche e chiedono di essere messi nelle condizioni di competere ad armi pari con le altre Regioni dal punto di vista economico, sociale e infrastutturale.
Augias anche questa volta con il suo aspetto da nonnino saggio e quel suo solito fare di chi ha la ragione dalla sua, non perde l’occasione di sentenziare, comodamente seduto dal salotto buono dei radical chic, senza sapere, senza conoscere, senza capire. Quando la smetterà di parlare a vanvera?

www.lacnews24.it – Duri e sprezzanti i giudizi sulla regione dati dal giornalista all’indomani dell’ultima inchiesta del procuratore Nicola Gratteri. Ma è facile parlare da lontano, senza sapere né capire

Nel corso di ‘Quante Storie’ su Rai 3, Corrado Augias ha descritto la Calabria di oggi, partendo dall’ultima indagine di Gratteri, dando giudizi durissimi e sprezzanti: «La Calabria è purtroppo una terra perduta, questa inchiesta e anche il maxi processo in corso, del quale i media non hanno parlato a sufficienza, lo dimostrano. La mia opinione personale vale poco, vale quello che vale, è un sentimento, non un’affermazione politica. Io ho il sentimento che la Calabria sia irrecuperabile. L’ho visto anche in occasione delle ultime elezioni, avevano un candidato ottimo, un impreditore calabrese forte, che resta lì nonostante i rischi che corre, che dà lavoro: lo hanno escluso, hanno eletto un’altra persona che sfortunatamente è mancata. Detto questo, le inchieste di Gratteri vanno seguite con attenzione. Gratteri è calabrese, un altro uomo che è voluto restare in Calabria, fa una vita d’inferno, vive con 4 carabinieri intorno…».

Facile parlare da lontano, comodamente seduti, senza sapere, senza conoscere, senza capire. Facile quanto inutile e banale un commento così duro e sferzante, ma… ignorante, fatto da chi non sa. C’è una Calabria viva, vivace, onesta, perbene, che lavora, produce, cresce. Al di là e al di sopra delle indagini delle giudiziarie. La Calabria è tutta un’altra cosa rispetto a quello che raccontano le cronache quotidiane.