Se Gesù entrasse in chiesa ai tempi del Covid

323
(riceviamo e pubblichiamo questo articolo da parte di un nostro lettore)
Roma, Piazza di Santa Emerenziana. Domenica pomeriggio tardo, sono le 19. Diluvia “che Dio la manda”, come si suol dire, e la piazza è uno stagno, visto che la pioggia non defluisce.
Mi affretto ad entrare in chiesa (appunto, Santa Emerenziana), in anticipo di qualche minuto all’orario della Messa, con i banchi già piuttosto popolati. Mentre mi inchino e mi segno – non mi presto alla squallida pratica di prendere il disinfettante al posto dell’Acqua Santa – mi osserva vigile un ragazzo. Questo ragazzo indossa una pettorina bianca e azzurra, su cui campeggia la scritta “SERVIZIO D’ORDINE”. Alla faccia, addirittura il servizio d’ordine! Nella Casa dell’Ordine e del Principio. Andiamo bene… Questo ragazzo – occhiali spessi, ingobbito nonostante la giovane età – si guarda attento intorno affinché tutti rispettino il temibile ‘ordine’.
Al ragazzo ‘in ordine’ si avvicina una signora: doppia mascherina, guanti in lattice, cappello a falda larga, occhiali da sole (alle 19 di una piovosa giornata di gennaio). Inquietante. E con fare operoso, non tradisce l’entusiasmo di far notare al ‘ragazzo dell’ordine’ che c’è una ‘colpevole’, c’è una signora senza mascherina, c’è una ‘fuori ordine’, una cattivona: la pietra è pronta – ha la forma di un ragazzo con la pettorina – e la signora la scaglia con soddisfazione e prepotenza contro la signora senza mascherina. Questa, richiamata con solerte e perentorio richiamo dall’occhialuto ‘ordinato’, afferma di essere in disparte – come infatti era – perché ha perso la mascherina nel trambusto del maltempo per raggiungere la chiesa, ma non vuole rinunciare alla Santa Messa. Ma sotto l’occhio vigile ed eccitato della signora inquietante – che già fiuta la vittoria, la scoperta della colpevole – il vigilante invita la signora ‘smascherata’ ad allontanarsi dal luogo sacro. La signora smascherata, triste e incredula, se ne va, passando accanto alla vincitrice che fa spallucce al suo passaggio: “signora mia, che vuole?! Va bene la Fede, ma la salute e la legge viene prima“…
Così, d’istinto la voglia di andarmene mi prende forte, schifato da cotanta miopia. Ma la mia pietra di sdegno non la scaglio: questi sono i tempi e questi dobbiamo vivere. Tempi in cui si tirano pietre nonostante i tanti peccati al proprio conto. E restando, si arriva al momento dell’eucarestia: la signora pietraiola è in prima fila a prendere la Santa Ostia. Con una ‘concorrente’ in meno, si arriva prima.
A valle di questo triste episodio mi sovviene il Vangelo di Matteo (23): ovviamente ricordavo l’episodio, non certo il numero.
1 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: […] 8 Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. […] 12 chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
13 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. […]
15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
16 Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l’oro del tempio si è obbligati. 17 Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? 18 E dite ancora: Se si giura per l’altare non vale, ma se si giura per l’offerta che vi sta sopra, si resta obbligati. 19 Ciechi! Che cosa è più grande, l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? […] 22 E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. 24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. 26 Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!
27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28 Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.
29 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, 30 e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; 31 e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. 32 Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!
33 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?
Detto questo, dunque, il punto è chiaro e si esprime con una domanda (spero retorica per tutti): vale più una norma del potere costituito o un fedele che – in un mondo malato terminale senza estrema unzione – ancora va a sentire la parola del Suo Signore, sfidando traffico e pioggia? Vale più evitare un improbabile ‘rischio sanitario’ dovuto a una mascherina mancante o un’anima accarezzata dal Rito? Vale più il solerte adempimento alle prescrizioni del DPCM o la risposta affermativa alla chiamata del Proprio Signore? 
Più forte. Chi vivifica la parola del Cristo: la zelante signora vittoriosa che fa cacciare la signora smascherata perché non rispetta la legge dei farisei oppure la signora che in disparte e nell’ombra di una chiesa partecipa e appartiene?
Non che prima fosse meglio – gli stronzi ci sono sempre stati – ma questo Covid ha trasformato anche quei pochi fedeli credenti nel Signore in spie ossequiose alla parola del potere. Facendo dimenticare – a quei pochi che ancora lo sapevano – dove finisce la ‘civilizzazione’ e dove deve regnare invincibile il Sacro.
Lucio Sentenze