Come il “politicamente corretto” sancisce la fine dello sport femminile

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(Tratto da Ilfoglio.it) – La fine democratica e corretta dello sport femminile in America di Jack O’Malley


Adesso che l’America è finalmente un posto più sicuro e tollerante, e prima delle partite nessuno dovrà più inginocchiarsi con il pugno chiuso, ho già pronti fish&chips da consumare insieme a diversi litri di birra: non voglio perdermi per nulla al mondo lo spettacolo dello sport femminile distrutto dall’eccesso di zelo politicamente corretto di Joe Biden e Kamala Harris.

I campioni dell’amore e della pace universale infatti hanno subito stabilito per decreto che  “ragazze” transgender devono essere riammesse negli sport scolastici femminili. Per farla corta, un maschio che si sente   donna potrà gareggiare contro altre donne in qualunque disciplina sportiva (oltre ovviamente a potere accedere a bagni e spogliatoi femminili).

A forza di dire che i misogini stavano tutti di là, i progressisti hanno fatto il giro: lo sanno anche al New York Times che nessuna ragazza può competere contro una trans nata maschio, ma non si può dire troppo forte o si viene accusati di discriminazione. Non tutte le brutte notizie sono per forza solo cattive, però: di questo passo, i maschi che non riusciranno ad avere successo nel calcio potrebbero improvvisamente  sentirsi donne e passare alla versione femminile del loro sport, alzandone finalmente il livello.

Fonti della Gazzetta dello Sport dicono che Cairo stia pensando a questa soluzione per salvare la stagione del Torino.