QUESTA È SPARTA – 20

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«Gli spartani bevono poco così da non lasciare che altri decidano per loro ma che siano loro stessi a decidere per gli altri».
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Con questa frase Leotichida I, re spartano nel VII secolo a.C., esalta il costume degli spartani di bere con moderatezza.
A Sparta l’atteggiamento frugale e sobrio è mantenuto anche a tavola, sia nel mangiare che nel bere. Una condotta asciutta e disciplinata tipica di ogni aspetto della vita, sul campo di battaglia cosi come nei momenti conviviali.
A tavola bisogna avere senso della misura: non si parla a gran voce e non si eccede con il cibo e con il vino. In ogni manifestazione, anche in quelle intime, in famiglia o in gruppo, va mantenuta una particolare sobrietà. Il pasto deve essere misurato e il vino ridotto al minimo, eccedere nel mangiare e nel bere è infatti considerato un grande errore.
Controllarsi dagli eccessi del vino – oltre ad essere un esercizio per l’autodisciplina – rappresenta una forma di educazione e di cortesia spirituale. Gli spartani devono rispettare gli spazi comuni così come la propria abitazione. A Sparta bisogna mantenere una tenuta rispettosa degli altri  e, soprattutto, di se stessi e della propria famiglia. Reclamare rispetto per sé implica innanzitutto mostrarne agli altri.
Agli spartani è richiesto continuamente un comportamento di alta dignità ed è imposta una linea di grande severità. In ogni situazione deve essere mantenuta una condotta irreprensibile così da dare il buon esempio e la buona educazione ai più giovani.
Sull’esempio di Sparta, all’interno delle nostre Comunità deve essere mantenuto un comportamento disciplinato e rivolto alla semplicità. L’unico lusso necessario non è quello materiale e borghese ma quello del caldo cameratismo all’insegna della fraternità.