RITORNARE ALL’AZIONE: un monito a tutti i ragazzi in marcia!

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(a cura della Comunità Militante Coscienza e Dovere – TNT Studenti&Dinamite)

È chiaro a tutti, ma ai militanti politici dovrebbe esserlo di più: la “chiusura totale” che da quasi un anno ci imprigiona le vite ha ridotto di netto le attività in strada, sociali, politiche e studentesche a trecentosessanta gradi. Chi afferma il contrario, o non ha mai fatto nulla – e quindi si gode la “cassa integrazione” della militanza! – oppure non sa confrontare bene ciò che è stato organizzato in questi ultimi 12 mesi con ciò che è stato fatto l’anno precedente.

Si badi, il nostro non vuole essere un elogio all’attivismo, dal quale più volte AzioneTradizionale.com ha messo tutti in guardia, e che ribadiamo essere una “agitazione” che, più che produrre azioni utili alla trasmissione dell’Idea ed al reclutamento, fa scadere tutti nell’affaticamento insensato. Agitazione basata soltanto sul riempire i propri canali social con delle foto di attività e concetti che poi non corrispondono realmente a ciò che si è. Non vogliamo nemmeno negare – anzi per noi è l’opposto – che, come la Tradizione ci insegna, non esista una via basata sulla meditazione e la non azione fisica, ma questo è un’altro discorso che ci porterebbe lontano…

Ciò che vogliamo far notare è molto più semplice, anche se per molti “militanti del proprio ego” non lo sarà di certo: l’Azione, quella vera e scritta con la A maiuscola, oggi, è quasi totalmente assente ed in realtà questi arresti domiciliari a singhiozzo sono solo un pretesto per poter dire che “si è agito di meno”. Già dicendo questo si afferma una delle più grandi carenze nella propria Kultur e visione del mondo. Per ogni vero militante impegnato sul Fronte della Tradizione non esistono scoraggiamento o periodi di magra sul piano dell’azione solo perché il destino ed il cosiddetto “sistema” si sono coalizzati per un attacco diretto alle nostre vite.

Quella che da un anno viviamo è una grande sfida, come abbiamo già scritto. E il tipo di azione da dover portare avanti, laddove preclusa l’attività sul piano esterno, sarebbe dovuta essere, deve e dovrà sempre essere, la formAzione. Si badi bene, quando parliamo di formazione intendiamo la conquista di uno stile ed una forma nell’azione, che deve essere indirizzata e guidata dall’Idea e dagli insegnamenti che siamo riusciti a fare nostri in profondità. Questo è il modo in cui bisogna contrapporsi all’uomo dei nostri tempi, che agisce in funzione dei suoi istinti animali e che, al contrario di vivere, viene esso stesso vissuto in maniera totalmente incosciente. Come farlo? Anzitutto accrescendo ed affinando la nostra conoscenza, le nostre idee e soprattutto mettendosi in discussione in tutti i campi di battaglia che è la vita nel mondo moderno. Tutto, anche ciò che si vive in lockdown, così come ciò che si vive in un giorno o in un anno normale, è fondamentale per la sana costruzione dell’azione, per riappropriarsi dell’azione vera e pura, che Comunità e singoli militanti realizzano ogni giorno. 

Troppo spesso ci si ferma a slogan, grafiche, teorie, o anche alle continue affissioni. Tutto questo è necessario, certo, ma non bisogna dimenticare che ciò è solamente un mezzo e non il fine ultimo dell’azione e della nostra Militia. Il fine, è quindi la vera Azione, che deve essere scoperto, chiarito e ricordato ma anche perfezionato dentro di noi. La creazione di Uomini nuovi e non di perfetti influencer o attacchini è ciò che ci guida: non di fanatici indossatori di magliette, ma di persone che sanno di avere costantemente indosso un’armatura fatta di virtù, retaggi e doveri. Di questo deve essere composta e ispirata la nostra Azione.

Soltanto così si saprà anche essere attuali nella creazione o nell’utilizzo dei mezzi che si hanno a disposizione in questa trincea; perché, come spesso accade, non bisogna dimenticarsi che serve vivere nel mondo moderno senza mai esserne insudiciati. Strumenti come la stampa di magliette, adesivi, grafiche e attacchinaggi sono utili ma devono tutte essere azioni ben indirizzate, realizzate con il massimo della presenza interiore, della coscienza e della conoscenza. Saggia consapevolezza che ciò che stiamo facendo deve essere ogni volta un colpo rapido e preciso contro il nemico che vogliamo colpire, non uno sparo nel vuoto per riempirci il sabato sera o la bacheca Instagram di foto e frasi “romantiche” da perfetti mitomani che della lotta e della rivoluzione non hanno capito nulla, ma che dal mondo moderno hanno imparato fin troppo.

Questo articolo non vuole emettere giudizi sull’operato altrui, ma essere un messaggio indirizzato a tutti quei militanti e quelle comunità – noi in primis! – che presto, o già da qualche tempo con l’allentamento delle restrizioni, si troveranno di nuovo in strada per poter dare ulteriormente battaglia a questo mondo. Un monito, dunque, affinché tutti si ricordino sempre che la vera azione è tale solamente se ci si ricorderà sempre che Vita est militia super terram