Radici del termine Rta

208
 
Il termine Ṛta deriva da Ṛ (radice sanscrita di “muoversi”) e *ar (radice indoeuropea di “modo appropriato”), quindi significa letteralmente “muoversi, comportarsi, in modo corretto”.

Così, Ṛta acquisisce il significato di “ordine cosmico” ovvero della Realtà in sé e per sé, al di sopra e al di là di ogni antinomia, che procede priva di contrapposizioni o ostacoli. 

Questo termine è strettamente legato, sempre per mezzo della radice indoeuropea di *ar, al termine greco harmos, da cui l’italiano “armonia”, e al latino ars, da cui “arte”.

Con Ṛta, pertanto, non si intende solamente l'”ordine cosmico” a cui soggiace l’intera realtà, ma anche la consuetudine sacra, ovvero l’associazione tra il rito sacrificale e l’universo a cui esso è strettamente associato. 

È ciò che consente la permanenza stessa dell’ordine cosmico, quell’ordine illusoriamente combattuto dal mondo moderno e dalla sua effimera e distruttiva via d’uscita dalla Realtà.

È proprio Ṛta a dirigere le altisime parole e azioni di Rutilio Sermonti, quando con certezza afferma che NOI AGIAMO NEL SOLCO DELL’ORDINE COSMICO, LORO – i folli contemporanei – AGISCONO CONTRO L’ORDINE COSMICO.

Conformare a un ordine superiore la propria esistenza è imprescindibile per chi voglia non solamente affermarsi, ma essere Uomo della Tradizione: non inaridito, non smosso dal soffio opprimente dei nostri tempi.