Confronto impietoso

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Il mondo moderno vede nella bellezza e nella forza qualcosa di sospetto, da cui “affrancarsi” in un tentativo puerile di esteriore difformità.
Sorge, così, quello che potremmo chiamare “l’uomo della negazione”, che rivendica la propria “originalità” per il mero fatto di essere “diverso da” qualcuno o qualcosa concepito, suo malgrado e nonostante la contrapposizione, come modello di riferimento.
La linea dritta viene spinta forzatamente a essere curva, le idee vengono soppesate per il loro grado di presunta divergenza dai “modelli” comunemente accettati in ogni cultura e società appena normale.
Nasce, così , una sorta di estremismo fazioso e forzato che rivendica il proprio “diritto” (perché in fondo al cappello dell’uomo moderno vi è sempre un diritto) di essere piccolo, incerto, comodo e sgraziato.