Cronache di ordinaria follia politicamente corretta

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Fuochi verranno attizzati per dimostrare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” scriveva Chesterton cento anni fa. Per sua fortuna non è vissuto tanto a lungo da veder nascere i social network e i loro algoritmi, i più solerti epigoni e al contempo la massima espressione dell’idiozia politicamente corretta. 
In un primo momento saremmo portati a pensare che quando l’algoritmo di youtube censura una pagina di scacchi perché le pedine bianche “attaccano quelle nere” si tratti di un errore, un malfunzionamento di un intelligenza artificiale che ancora non ha raggiunto gli inquietanti livelli che la fantascienza (ormai non più tanto “fanta“) ci prospetta.
Tutt’altro! Questi eventi sono la massima espressione di ciò che il politicamente corretto è e rappresenta: un regolamento assurdo e illogico che pretende di censurare la realtà stessa perché non aderente ai suoi corollari.
Non ci stupiamo se youtube censura gli scacchi o se i fighter transgender combattono contro le donne; è tutto perfettamente logico.
Anzi, “illogico”.

(Tratto da corriere.it) – “il bianco attacca il nero” Youtube blocca il canale di scacchi per contenuti razzisti di Alessio Lana

Con tutto quel parlare di bianco che minaccia il nero, lo attacca e lo contrattacca, il canale deve essere necessariamente razzista. La scorsa estate YouTube aveva bloccato l’account di Antonio Radic per contenuti offensivi ma c’è un problema: lui è lo scacchista più seguito al mondo e citare i due colori fa parte del proprio mestiere. Meglio conosciuto come Agadmator, Radic posta costantemente video in cui commenta partite. Ha l’account di scacchi più seguito al mondo, conta ben un milione di iscritti e i suoi filmati sono arrivati a totalizzare anche 5 milioni di visualizzazioni, come il leggendario scontro tra Nezhmetdinov e Chernikov del 1962. Il blocco del 28 giugno scorso è durato solo 24 ore e YouTube non ha dato spiegazioni ma due ricercatori credono di aver capito il motivo: è colpa dell’intelligenza artificiale.

Il test

Stando ad Ashique R. KhudaBukhsh e Rupak Sarkar della Carnegie Mellon University, tutto quel parlare di «bianco contro nero» potrebbe aver attivato l’algoritmo che, insieme ad alcuni umani, passa al vaglio i contenuti postati sul Tubo a caccia di argomenti offensivi. «Non sappiamo quale strumento venga usato da YouTube ma queste cose possono accadere se ci si basa sull’intelligenza artificiale», ha detto KhudaBukhsh. Per dimostrarlo, i due ricercatori hanno preso due dei più noti software programmati per scovare l’«hate speech» e gli hanno dato in pasto 680mila commenti raccolti da cinque canali YouTube dedicati agli scacchi. Ne hanno poi scelti mille che erano stati segnalati come inappropriati da almeno uno dei programmi e li hanno controllati di persona. Il risultato è stato netto: l’82 per cento non conteneva alcun riferimento razzista, solo il gergo tipico di quel gioco millenario.

Le parole «proibite»

Oltre a bianco e nero, ci sono altre parole che confondono l’intelligenza artificiale. I colori avvicinati ad attacco, blocco, contrattacco, cattura e minaccia fanno perdere la bussola al sistema che così segnala il contenuto. A quanto pare è una frase in particolare ad aver causato il blocco del canale di Agadmator. In quel video del 28 giugno, lo scacchista croato stava commentando una partita con il Gran Maesto Hikaru Nakamura, e ha detto semplicemente «il bianco attacca il nero».

Adeguare il linguaggio

La soluzione a questi errori, stando sempre ai ricercatori, sarebbe nell’incorporare il linguaggio scacchistico nei software-vigilanti così da evitare che si confondano. Complice la serie La regina degli scacchi infatti i video su alfieri, re e pedoni bianchi che si scontrano con le controparti nere stanno conoscendo un’enorme popolarità ed è giusto che anche gli algoritmi si adeguino all’evoluzione del nostro linguaggio.