UN GESTO. Breve racconto MILITANTE – di Coscienza e Dovere

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(a cura della Comunità Militante Coscienza e Dovere – TNT Studenti & Dinamite)

È un altro giorno di quarantena, non è facile sopportare tutto questo, ti mancano i camerati, le uscite, la ragazza, la vita sembra quasi gridare di rabbia ogni giorno che passa! 

E lo studio si accumula, gli esami, la comunità, la famiglia che ha i suoi problemi ai quali tu devi pensare, tutto si fa più pesante ogni giorno che passa e quasi hai perso ogni voglia di leggere e seguire quelle attività che puoi ancora fare in casa. Il malessere che si è creato è forte e cerca di schiacciarti, ma tu stringi i denti perché sai cosa sta succedendo, sai che bisogna resistere a questa messa alla prova. Sai che dopo il buio c’è il sole! Ma le giornate passano, la società degenera ed anche la tua anima si strugge per queste giornate senza un orizzonte. 

Ad un certo punto lo squillo, si è proprio lui, è un tuo camerata che ti chiama al telefono. Rispondi e subito ti senti meno oppresso da questi turbamenti, inizi a vedere il sole albeggiare dentro di te. Ti ha chiamato per sapere le solite cose, le stesse che ci si dice per messaggio ogni giorno ma che questa volta era necessario dire a voce, quantomeno per telefono. Nemmeno quando ci si vede online tramite uno schermo si riesce a parlare, perché ci sono i cali di linea, ci si interrompe, ci si vede ma non ci si guarda veramente, si sentono le parole ma le stesse voci assumono suoni diversi e tutto pesa nell’arco delle settimane. Ma questa volta è diverso, questa volta lui sapeva che qualcosa non stava andando e la telefonata è stato un piccolo gesto che ha portato ad una grande rigenerazione, perché non è solo nei grandi momenti che si apprezza questa mistica unione che si chiama cameratismo e comunità, ma è soprattutto, come diceva Degrelle, nei piccoli ed apparentemente insignificanti gesti quotidiani che c’è la rivoluzione.

«Un cuore ermetico, un’anima, e le sue crisi segrete, i suoi slanci, i suoi crolli, gli appelli di un corpo e i suoi decadimenti indelebili, le pene che con tanta fatica si nascondono o si indovinano, la lotta incerta e oscura che è la felicità: ecco i grandi drammi dell’uomo. Ma sono appunto questi gli obiettivi della vera rivoluzione: recare luce a questi spiriti ghermiti dalle ombre; aiutare a rialzarsi queste anime che stanno cedendo; reinsegnare ad aspirare a cose diverse da quelle corporali; dominare l’imperfetto, elevarsi verso il meglio, quali pur siano gli sforzi»
(Léon Degrelle – “Militia”)

In una telefonata con il proprio camerata c’è più di quello che in decide di videolezioni si possa percepire, ed in un attimo le nuvole nell’animo sono scomparse, è bastato un semplice “ciao, ti volevo dire…”. Un po’ come tutto iniziò, lo stesso saluto che hai imparato ad apprezzare e rispettare nelle centinaia di volte che l’hai rivisto, nel bene nel male, e che oggi capisci non essere stato banale, ma anzi un altro gesto dal quale trarre forza ed esempio per l’eterno presente che vivrai. 

La chiacchierata poi non è molto importante, anzi è quasi banale, ma ha sempre quei suoi momenti con parole e frasi d’acciaio, che ti portano a capire che non c’è nulla di borghese o di convenzionale dietro la chiamata ricevuta, ma anzi, c’è la grande vicinanza di quel fratello in arme che come te sta vivendo lo stesso momento, più o meno duramente, ma che comunque non si è dimenticato di esserti accanto nel momento della aspra lotta. E ne esci arricchito, di quel piccolo discorso, di quel sorriso che non vedi ma che sai essere dall’altro lato del telefono, e non solo in questo momento! Ti basta, vi salutate con la stessa consapevolezza che l’ombra dentro e fuori da noi deve essere combattuta, il cedimento è normale per il guerriero che combatte, ma ora ti devi rialzare. Vi date l’ipotetico appuntamento dicendo che anche gli altri ci saranno, e chiudete la chiamata. Sai cosa fare, entrambi lo sapete, ci sono delle consegne e delle linee di vetta da seguire, c’è una rivoluzione da fare! E con quel piccolo gesto hai appreso molto, perché sei tornato a ricordarti che Vita est Militia super terram