GUAI se diventasse un articolo di moda

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Assistiamo, sempre più spesso, al tentativo di sdoganare la mascherina “anti-Covid” come un articolo di moda.
Questo impulso, evidentemente cavalcato da stilisti e imprenditori senza scrupoli, cela un pericolo evidente: quello di considerare la mascherina, di qui a poco, come un articolo DEFINITIVAMENTE NECESSARIO alle persone per un tempo indeterminato e, anzi, da integrare nel proprio aspetto e nella propria personalità.
Se questo tentativo – che ovviamente non sorge da una reale pulsione o necessità umana, ma è sapientemente indotto – avesse successo, la mascherina, sotto i colpi del marketing, cesserebbe di essere un “dispositivo di protezione individuale” – come tale provvisorio – e diverrebbe un oggetto di costume, da indossare per sempre, un po’ come nessuno, un giorno, penserebbe di uscire di casa senza scarpe.
Se proprio temporaneamente dobbiamo indossarla, indossiamola come qualcosa di estraneo anche esteticamente a noi: bianca, asettica, “altra da noi”.
Indossiamola quindi come provvisoria, rinunciabile e cestinabile, senza loghi né colori, come una bandiera della dantesca bolgia degli ignavi da cui liberarsi il più presto possibile.
E se un giorno saremo gli unici, ai saldi, a non spendere 99 euro e 99 per una mascherina griffata, anche al piano più basso – quello del portafoglio – ne avremo ben guadagnato.