Il pigiama party delle sardine

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Le sardine “occupano” la sede del Partito Democratico facendosi fotografare con tende e sacchi a pelo. Un gesto simbolico, dicono, per dare un segnale ai dirigenti del PD che devono prendere in considerazione le fisime del cosiddetto “campo progressista”.
Mentre una parte della stampa ha subito incensato le azioni di questi giovani democratici, che chiedono coerenza e libertà ad un partito ormai incancrenito come il PD. Mentre un’altra parte della stampa ha notato le incongruenze dell’atteggiamento di Sartori&co. che in piena crisi pandemica hanno viaggiato per mezza Italia solo per manifestare (assembrandosi) davanti al quartier generale piddino.
A noi invece sorgono subito diversi quesiti. Il primo, e abbastanza ovvio, è se effettivamente essere di sinistra, o una sardina nello specifico, permetta di violare le regole e la legge. Alcune delle sardine presenti a Roma provenivano infatti da Bologna, una città in questi giorni in zona rossa. Le sardine quindi possono violare le regole anti-covid? Pare di sì. La seconda domanda che ci sorge è quella della posizione politica delle sardine.
Nate infatti come movimento “di piazza”, alternativo e lontano da qualsiasi partito politico, le sardine dovrebbero essere un movimento senza alcuna affiliazione politica. Come mai allora hanno così a cuore le sorti de partito democratico? Forse che, come è ormai ben chiaro, le Sardine sono uno strumento utile al PD, creato ad arte dalla sua dirigenza per scuotere una sinistra addormentata e far vincere a Bonaccini la corsa per la regione Emilia Romagna, feudo rosso dal 1945 in poi, qualche anno fa?
È importante ora che gli Italiani capiscano che questa sinistra tanto buona e generosa se ne frega di loro. Le sardine si mobilitano -violando i DPCM del loro stesso governo- non per la salute degli Italiani, non per il futuro dei giovani o per le aziende, i bar, i ristoranti, i parrucchieri, le palestre e le partite IVA in difficoltà; ma solo per beghe interne al loro partito di riferimento. Per parlarci chiaro, del partito che più di tutti le foraggia e sostiene economicamente. Alle sardine non interessano gli operai in cassa integrazione, le famiglie sull’orlo della povertà e la crisi economica dilagante; no, a loro interessano i giochi politici del PD, e, a quanto pare, queste sono “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute“.
Motivi di salute si, perché è chiaro ormai che la sinistra di questo paese non sta affatto bene.

(tratto da Ansa.it) – Le Sardine ‘occupano’ il Nazareno con sacchi a pelo: “Aprire una fase costituente nel Pd”

La presidente del Partito Democratico sta incontrando una delegazione del movimento

Una ventina di esponenti del movimento delle sardine ha manifestato sotto la sede nazionale del Partito Democratico, guidati da Mattia Santori e Jasmine Cristallo. I manifestanti hanno con sé dei sacchi a pelo per dimostrare simbolicamente la volontà di non abbandonare la loro richiesta finché non avranno una risposta dai vertici del Pd.

La presidente del Partito Democratico, Valentina Cuppi, sta incontrando una delegazione delle sardine.

“Ci siamo stancati- ha detto Santoro- di una politica fatta sugli schermi e con decine di comunicati. Noi ci mettiamo il corpo e la faccia. Noi facciamo parte di un campo progressista e chiediamo che si apra una fase Costituente, non per il Pd o per le sardine, ma per migliaia di persone che da anni aspettano. Noi tutti in 15 anni, i partiti, le associazioni, i cittadini, non siamo riusciti a costruire una alternativa, e questo perché siamo tutti innamorati delle nostre etichette e delle nostre sigle. L’alternativa ci sarà comunque, spetta al Pd decidere se esserci o no. Serve una proposta politica credibile, e non spetta a noi farla, ma spetta ai partiti politici. Abbiamo con noi i sacchi a pelo perché non ci basta essere ascoltati, chiediamo una iniziativa politica e siamo disposti ad accamparsi finché non la avremo”.