Il Giuramento del legionario romano

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(tratto da facebook.com) – di Signa inferre

Sotto la repubblica vi erano tre tipi di ingaggiamento militare:
il sacramentum, la conjuratio e l’evocatio.
Sacramentum
Il soldato romano si impegnava alla fedeltà mediante un giuramento sacro, conosciuto come sacramentum. Questo suo impegno includeva l’idea che una posizione nell’esercito romano era di una importanza sacra. Probabilmente ogni legione ne aveva uno proprio ed era recitato all’arruolamento, il 3 di gennaio, ed all’anniversario del regno dell’imperatore corrente.
Uno dei punti fondamentali del sacramentum era l’impegno alla fedeltà del soldato: durante la repubblica era verso il comandante dell’unità militare, durante l’impero, era verso l’imperatore.
Questo cambiamento fu effettuato da Augusto, il quale riteneva in questo modo di evitare che i generali si proclamassero ai loro soldati più importanti dell’imperatore stesso. Il sacramentum era il giuramento di fedeltà a Roma e all’imperatore che la recluta pronunciava, in solenne cerimonia al termine del periodo di addestramento, di fronte all’Aquila della legione. Il giuramento era generalmente officiato da un prefetto, o dal legato, dal proconsole o addirittura dall’imperatore stesso, evento straordinario ma che dava enorme lustro ed onore alla legione.
La prassi prevedeva che il sacramentum fosse realizzato ogni anno nella Repubblica, dato
che il relativo console o pretore in carica veniva cambiato ogni anno, e due anni durante
l’impero. Durante la cerimonia, il nuovo legionario riceveva il signaculum, la piastrina metallica con sopra inciso il suo nome e la legione di appartenenza, e per questo era detto signatus.
Durante l’impero il giuramento veniva ripetuto ogni anno nel giorno dell’anniversario
dell’imperatore, sia della sua nascita che dell’ascesa al trono. Ma la festa più importante in cui la cerimonia era più imponente era il lustrum, che cadeva ogni cinque anni, sempre
nell’anniversario dell’inizio del regno.
Come riferito da Tito Livio e Tacito, più o meno il giuramento era:
«Giuro di obbedire a…. (nome del generale), di eseguire i suoi ordini per quanto sono a
conoscenza e per quanto mi è possibile fare, e di seguirlo ovunque egli mi conduca, di non
abbandonare mai le insegne, di non darmi alla fuga, e di non uscire dalla mia fila, prometto
inoltre di essere fedele al senato e al popolo romano, e di non far nulla che possa pregiudicare la fedeltà che a loro è dovuta».
Al tribuno i militari giuravano inoltre di non prender nulla per se stessi e se trovava un
oggetto di valore doveva portarlo al comandante. Plutarco narra che nessun soldato poteva
uccidere o percuotere un nemico prima di aver prestato giuramento.

Conjuratio
In caso di grave pericolo o necessità, il console saliva sul Campidoglio con due stendardi,
uno rosa per la fanteria e uno azzurro per la cavalleria, li alzava al cielo e gridava:
«Chiunque vuole la salvezza della repubblica mi segua!».
I romani si schieravano sotto le relative bandiere e giuravano in coro di servire la
repubblica nel frangente.
Evocatio
Quando venivano spediti i legati dai magistrati in terre lontane per reclutare soldati, in
questo caso i militari giuravano al legato.