Vax-Green Pass o non puoi entrare

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Se ne sta parlando ormai da tanto tempo, ma ora giornali, giornalisti e gli altri sacerdoti del mondo moderno stanno spingendo sempre più per un documento di vaccinazione. La scusa farà leva sul fatto che senza il turismo il nostro paese crollerà nella depressione economica più totale (come se dal 2008 fossimo mai usciti dalla crisi). Il meccanismo è semplice: senza il Green Pass non potrai entrare nel nostro paese (né andare in altri).
Questo è solo l’inizio, poi passeremo ad un “se non hai la Green Pass non puoi entrare nel nostro bar”, “se non hai la green pass non puoi entrare al cinema”, “vietato l’ingresso a chi non è vaccinato”. Insomma, se non ti vaccini, se non fai come ordinano loro non potrai più vivere come prima. Ecco la futura new normality, un grande fratello misto ad una dittatura sanitaria dove a regnare saranno – e in parte lo sono già- i tecnocrati e gli scienziati seguiti dal carrozzone di banche e grandi compagnie farmaceutiche.
Di raggiungere naturalmente l’immunità di gregge, aprire e rinunciare a lockdown e coprifuoco senza senso non se ne parla. E nelle grandi democrazie occidentali guai se si parla di Romania, Svezia e i Paesi Baltici che non hanno mai implementato regole come lockdown e simili, e stanno oggi meglio di noi. Guai se ti opporrai al passaporto vaccinale e alle costanti limitazioni della tua libertà, sarai tacciato di negazionismo e irresponsabilità.

(tratto da Ansa.it) – Vaccini e pass, per il turismo è ora di prepararsi all’estate

ROMA – La Pasqua ormai è persa ma il turismo italiano deve arrivare pronto alla sfida dell’estate e non farsi “superare” dai rivali. Le armi sono quelle note: vaccinazioni a tutti coloro che sono a contatto con il pubblico, green pass che dimostrino l’avvenuta vaccinazione o il tampone negativo e poi basta pessimismo ma messaggi “positivi”. Secondo il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, intervistato dall’ANSA, non c’è nemmeno un minuto da perdere ma l’Italia ha tutte le carte in regola per risalire la china. Anche perché timidamente si cominciano a rivedere le prime prenotazioni per giugno e non bisogna farsi trovare impreparati.
    “Dopo un lungo anno tutto di chiusure – spiega – non bisogna assolutamente spostare la luce in fondo al tunnel di 7-8-10 mesi perché alla fine l’imprenditore getta la spugna… Ormai Pasqua la diamo per persa, adesso ci sono le zone rosse ma nei giorni di festa sembra di capire che ci sarà un vero e proprio lockdown con misure ancora più stringenti. Quindi uno degli appuntamenti importanti per il break di primavera salta. Poi ci sono i ponti di primavera, un’altra cartina al tornasole per la stagione, ma cadono in due domeniche normali. Quindi rimbocchiamoci le maniche e pensiamo subito all’estate”.
    “In questi giorni – aggiunge – abbiamo avuti dei webinair con i rappresentanti italiani del Parlamento europeo in cui abbiamo chiesto che l’Italia spinga molto sul tema dei passaporti vaccinali o green pass. I nostri diretti competitor stanno già lavorando, in particolare vediamo la Grecia molto aggressiva: hanno fatto le isole Covid free, dal 14 maggio si può andare se si ha il tampone, etc etc. E noi stiamo ancora a guardare? Già dobbiamo dare segnali forti alla clientela su cosa stiamo facendo per prepararci e che cosa potranno fare e trovare venendo in Italia, cercando di dare segnali positivi e non far parlare solo i virologi. Mi arrabbio quando sento che dicono che ‘sarà un’estate senza ombrelloni’ e che ci riprenderemo tra 8-15 mesi. Basta dare previsioni pessimistiche. Gli imprenditori così consegnano le chiavi e mollano tutto”.
    Secondo Bocca la soluzione è essere realistici basandosi su dati scientifici senza fare previsioni “a chi la spara più grossa o più paurosa”: “Fanno male non solo alle persone ma anche alle aziende e all’immagine dell’Italia che certo non è da meno della Grecia o di altri paesi del Mediterraneo”.
    Altro fattore cruciale secondo il presidente degli albergatori è la priorità nelle vaccinazioni: “Con tutto il rispetto – sottolinea – quando sentiamo professori universitari e avvocati che passano davanti alle categorie che hanno contatto diretto con le persone e la clientela… Non parlo solo del personale dell’hotel ma cassieri dei supermercati, camerieri dei ristoranti, personale delle pulizie di ogni tipo, tutti questi lavoratori si vedono passare davanti professori universitari che sono stati in ateneo 3 mesi fa l’ultima volta? Ma cerchiamo di essere seri, scegliamo dei criteri che stiano in piedi!”.
    Dal punto di vista delle prenotazioni stanno arrivando le prime dai clienti italiani: “Ci dicono però – rivela Bocca – che gli stranieri hanno molta voglia di venire in Italia ma vogliono sapere cosa succederà nel nostro Paese con i contagi e soprattutto se potranno venire. L’America dice che per fine giugno avrà vaccinato tutti, l’Inghilterra sta correndo: per noi questi due mercati sono importantissimi. Verrà tutta gente vaccinata e quindi accogliamoli con i tappeti rossi e soprattutto facciamoci trovare pronti. Secondo me accelerando sui vaccini, le prenotazioni anche last minute arriveranno.
    Inoltre gli alberghi sono posti sicuri, dall’inizio delle crisi, facendo i debiti scongiuri, non abbiamo registrato nessun caso…”.
    Infine le isole Covid free. “Sento in questi giorni i messaggi dalla Grecia come ‘Kastellorizo è la prima isola del Mediterraneo Covid free’. Figuriamoci se facessimo passare anche noi quel messaggio: vaccinassimo tutti gli abitanti e dicessimo che Capri è Covid free, Ischia oppure l’Elba o Ponza. I turisti farebbero a gara per venire da tutto il mondo. Abbiamo in questo momento anche l’intera Sardegna con pochi contagi… Cominciamo a lavorare sulle isole. Sono queste le azioni da fare e i messaggi da dare. Se diciamo ai turisti stranieri che abbiamo vaccinato i professori universitari o gli avvocati ai turisti non importa nulla…”.
    Infine sui programmi a lungo termine per il settore che vale più del 13% del pil Bocca conclude: “Va bene tutto, a partire dall’importantissimo Recovery Fund ma abbiamo un problema forte di immediatezza e di emergenza da risolvere subito per non far morire le imprese. Quindi i ristori, la proroga delle scadenze fiscali, sono quelle le mosse che le imprese che sono a fatturato zero si aspettano ora. Certo pensare che è passato un anno e siamo nella stessa situazione del 2020, con la gente che non ne può più e o è esasperata o depressa, è tremendo…”