Poesia | Il Dantedì nel calendario

265
Il 25 marzo si celebra il “Dantedì“, la giornata celebrativa di Dante Alighieri.
Oltre a ricordarlo con il profondissimo Studi su Dante – Scritti inediti sulla Divina Commedia di Guido De Giorgio, vogliamo celebrare il Sommo Poeta con questo contributo da parte di un nostro caro lettore.

La giornata dedicata all’Alighieri

ci consente di essere molto fieri

che l’Italia è stata attraversata

da genio e bellezza incontestata.

Con Dante la profondità del sapere

ha interessato categorie intere

di persone, luoghi, aspirazioni

in svariati modi e condizioni.

Egli ha creato un’enciclopedia

di conoscenze indicanti la via

per l’uomo che aspira ancora

a raggiungere di verità la dimora.

Il Nostro potrebbe far parte

del calendario, non in disparte,

ma a livello di molti Santi

capaci di azioni miracolanti.

Il Dantedì coincide con stupore

con l’Annunciazione del Signore

memorabile ricorrenza annuale

di un miracolo unico, eccezionale.

Le coincidenze non sono casuali

ma non sempre sono vitali

ve ne sono molte di strane

alcune vicine, altre più lontane

che mirano in modo vario

a peggiorare il calendario.

Tante giornate sono dedicate

a torti subiti, a leggi violate,

provocando fiumi di lamentele

che fanno scucire le fragili tele

di una società già sfilacciata

puntigliosamente, mal governata.

I Santi bacchettano i governanti

quand’essi opprimono incuranti

coloro che adempiono al dovere

in ogni sorta di mestiere.

I Santi sono con il popolo

curano l’ultimo discepolo,

esempio di misura e coraggio,

son fatti di altro lignaggio,

non prevaricando qualcuno,

tendendo la mano ad ognuno.

Se venerassimo i Santi presenti

nei calendari ancora (speriamo a lungo) esistenti

risparmieremmo tanta elettricità:

il Santo vive in povertà.

Risparmieremmo in carburante:

il Santo è vero camminante

e ci farebbe ognidì ricordare

che bene mondiale è camminare.

Risparmieremmo pure in violenza:

il Santo è Pace in presenza.

Eviteremmo osanne di malattie

‘che i Santi fanno opere pie:

sono rappresentati in pose

ricordanti azioni miracolose.

Emanano gioia i Santi,

liberano dai guai gli astanti,

caricando tutta la sofferenza

nelle loro spalle, in penitenza.

Danno immensamente coraggio

con semplice e mirato linguaggio

a chiunque abbia un problema

ricordando la calma suprema.

Rimembrano di non affannarsi

a cercare i tesori più sparsi

ma di tornare entro se stessi:

di tesori ve ne sono immessi.

Con semplici, chiari precetti

di guardare i propri difetti,

di desinare il giusto necessario,

di ridurre il proprio vestiario,

in un colpo, come per magia,

s’è realizzata dieta ed ecologia

perché è proprio la misura

che aggiusta ogni stortura.

Le nuove ecologiche giornate

non raggiungono le mete sperate

se non si torna alla semplicità

di chi ha emanato santità.

La giornata dedicata a Dante

fa eccezione rispetto alle tante

perché tutto considerato

Dante è gioiello del creato

che ha messo in piena evidenza

ciò di cui dobbiamo far senza.

Ha messo a nudo ciò che vizia,

tracciato la strada della letizia:

… … se si superano i difetti,

si raggiungeranno gli Angioletti.

Dante è un mentore vero

di messaggi illuminanti foriero,

andrebbe letto fino all’inedia

tanto è preziosa la Divina Commedia.

Coloro che snobbano tutti i Santi

dovranno sottostare ai farneticanti

che alle festose giornate patronali

sostituiranno le litanie mortali

delle giornate dell’inquinamento,

di qualche avvenimento violento

o di terribili malattie mortali

intercalate da giornate conviviali,

ridotte, di scarsa probabilità,

oramai chimere in verità.

Altri eventi in calendario

costituirebbero un nuovo rosario

per pregare in altro modo:

la fede avrebbe diverso approdo.

Credere molto nella natura,

bestemmiandola con molta cura;

pregare contro la mafia carponi

non disdegnando raccomandazioni;

istituire giornate di malattie

ricavando oboli nelle retrovie.

Conserviamo, invece, il calendario,

dei Santi vero abecedario,

per sollevarci dal peso insopportabile

di ogni cattiva nuova notiziabile

violentemente impiattata tutte l’ore

in qualunque testata o televisore.

I Santi rimembrano con ardore

quel che mai e poi mai muore

tangibile lungo la via del cuore

e Dante è proprio là dove

è l’amor che tutto move:

ma già volgeva il mio disio e ‘l velle 

     sì come rota ch’igualmente è mossa 

     l’amor che move il sole e l’altre stelle