René Guénon sulle ‘conquiste della scienza’

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Senza volerci immischiare sull’isterica diatriba sui vaccini (‘funzionano, non funzionano, fanno bene, fanno male, non fanno niente, fanno tutto, immunizzano, non immunizzano, sono buoni, sono cattivi, costano poco, costano tanto’), non possiamo non percepire la cupa parodia che questa ‘Vaccinofania’ sta crescendo in questi giorni, soprattutto nel periodo di Quaresima cattolica. Al posto del Salvatore della Religione Cristiana Cattolica, questo mondo-malato-terminale ci propone la ‘Salvezza del Vaccino’, con la corsa sfrenata a farsi iniettare la dose, tutti in fila. Scimmiottando una blasfema ‘eucarestia’.
Così, manteniamo la distanza e, in questa caotica discussione pubblica, ricordiamo le parole altissime di René Guénon a proposito delle ‘conquiste della scienza moderna’. Senza nulla togliere al piano meramente materiale in cui agisce la medicina moderna, valgano come monito imperituro. Per vaccinati e non.

Tutte le cosiddette «conquiste» di cui il mondo moderno va tanto fiero si riducono così a grandi parole dietro le quali non c’è nulla, o molto poco: «suggestione collettiva» abbiamo detto; illusione che, per essere condivisa da tanti individui e mantenersi come fa, non può essere spontanea

(René Guénon, “Oriente e Occidente“)