Comunità Militante Furor | Inizia l’era di Biden

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Come tutti sappiamo, Joe Biden è diventato Presidente degli Stati Uniti d’America. Era ora! Eravamo veramente stufi del suprematismo bianco di Donald Trump, delle sue idee antiglobaliste, della sua lotta all’immigrazione CLANDESTINA. Finalmente quel “pazzo”, come si usa dire in ambito calcistico, è andato sotto la doccia.

Per carità, l’obiettivo non è certo difendere Trump, poiché sicuramente ha fatto danni a causa della pandemia di coronavirus e si è macchiato di un grande peccato, quello di far uccidere il generale iraniano Qasem Soleimani.

L’intento di questo articolo è bensì quello di far capire che si è passati dal male al peggio: se la situazione con Trump poteva essere rappresentata mediante l’immagine di una stalla, con Biden può essere rappresentata allo stesso modo, ma si tratta di una stalla sporca di varie deiezioni animali.

Mettendo da parte le battute, che ci fanno sempre ridere e che abbattono, seppur in maniera minima, il penoso politicamente corretto, parliamo di cose serie e, purtroppo, raccapriccianti.

Trump è sicuramente tendente al pensiero repubblicano (anche se non totalmente), mentre Biden è totalmente democratico. Negli USA, alla parola democrazia bisogna associare le parole capitalismo, sfruttamento, consumismo. Anche se il partito democratico può essere considerato di sinistra, per quanto riguarda la politica economica è totalmente di destra liberale (Scuola di Chicago, la più vergognosa tra le correnti liberali e liberiste).

Gaber, da cui ci dissociamo per ovvi motivi, bisogna ammettere però che la pensava bene quando affermava che “Il pensiero liberale è di destra, ora è buono anche per la sinistra”. Non a caso i grandi capitalisti, i grandi banchieri, i grandi finanzieri, che oggi governano il mondo, hanno dato il loro voto a Joe Biden, poiché Trump avrebbe rappresentato nuovamente un ostacolo.

Abbiamo dunque capito che la sinistra democratica statunitense (e non solo, oramai anche quella italiana) vuol dire sfruttamento, vuol dire produrre tanto e distribuire in maniera classista.

E poi saremmo noi i cattivi, gli ingiusti, gli arretrati!

Ma non è finita qua: Biden, poco tempo fa, ha ben pensato di bombardare la Siria.

Ci sono state diverse teorie sul perché l’abbia fatto: forse perché voleva conquistarla, forse per qualche spasmo epilettico dovuto alla sua età ormai avanzata (da ricordare l’ironia ovviamente) e tante altre.

Il motivo è solo uno: l’obiettivo di Joe Biden è quello di mettere i bastoni tra le ruote alla Russia di Putin. Giustamente, dato che l’obiettivo è la Russia, perché non buttare due bombette sulla Siria, giusto per far sentire la presenza.

A causa del bombardamento sono morti 17 combattenti filo iraniani. Biden, per questo suo magnifico atto, probabilmente guadagnerà il premio Nobel per la pace come Obama, anch’egli causa prima di molte guerre.

Noi ci chiediamo: è questo il concetto di democrazia in cui credete? È questo il concetto di libertà per la sinistra? È questo quello che veramente produce il liberismo? Non vi sentite presi in giro? Non vi sentite degli inetti politicamente ed economicamente parlando?

Intanto ora Biden è salito al potere di uno dei paesi più potenti al mondo: lui governa, e noi? Noi guardiamo e preghiamo. Ma la preghiera forse non servirà, perché la colpa è di chi ha votato Joe Biden, la colpa è dei metodi democratici farlocchi che manipolano le persone.

Dio ha già fatto tanto, non può risolvere tutti i problemi che l’uomo ha volutamente deciso di crearsi. Pensiamo di essere liberi, ma siamo servi in realtà; pensiamo di essere intelligenti e furbi, ma prima o poi una “penetrazione” profonda e dolorosa toccherà a chiunque.

Biden governerà e si spera, se ci sarà ancora tempo, di non ripetere più gli stessi errori. Riappropriamoci della nostra dignità di uomini veramente liberi, lottiamo contro il tiranno manipolatore, dichiariamo guerra a chi ci vuole sottomettere per fini loschi.

Diciamo di no alla democrazia, al capitalismo, ai comici della sinistra liberale (e fa già ridere così), al consumismo.

Diciamo di no a chi ci vuole passivi e, diciamo di NO, all’antitradizione!