QUESTA È SPARTA – 27

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«Instaura tu per primo la democrazia in casa tua».
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
L’ordinamento di Sparta non è democratico e Licurgo risponde in questi termini a chi pretende di instaurare la democrazia nella polis.
La legge di Sparta ha carattere Sacro in quanto è stata la Pizia, sacerdotessa di Apollo a Delfi, a dettarla a Licurgo affinché gli spartani, vivendo coerentemente con i princìpi, potessero evitare ogni empietà e ingiustizia.
La legittimità della legge spartana non è quindi basata sul consenso delle masse ma sul carattere spirituale della sua fonte. A Sparta i precetti giuridici sono sullo stesso piano dei precetti religiosi e per questo ogni aspetto della vita è scandito da ritmi e leggi di natura divina.
L’organizzazione statale di Sparta è così strutturata non per il mantenimento dell’ordine pubblico ma per infondere tra gli uomini l’ordine divino che permetta loro di ricongiungersi al Sacro. L’obbedienza alla legge della polis è un sostegno attraverso il quale poter partecipare, secondo la propria natura, all’ordine universale. Viceversa, disobbedire alla legge e contrapporsi a ciò che è sacro significa commettere un atto sacrilego dannoso per sé e per la comunità.
La legge di Sparta affonda su princìpi tradizionali la cui essenza è valida ancora oggi. L’uomo che segue la Tradizione deve dare un significato superiore alla propria vita, modellandola e orientandola verso valori eterni. Per diventare testimoni degli ideali di lealtà, onore e fedeltà, che hanno fatto grande Sparta, bisogna rimanere fedeli all’eredità dei padri e avvertire la presenza del divino in ogni momento della vita.