Ripartire dalla famiglia per vivere – di Coscienza e Dovere

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(a cura della Comunità Militante Coscienza e Dovere – TNT Studenti & Dinamite)

Esiste una vocazione alla felicità. La si sviluppa o la si soffoca

(Léon Degrelle – Militia)

Guardatevi un attimo intorno. Vedete intorno a voi la famiglia, quella vera, in cui l’amore ne è la base? La risposta è no; anzi, non solo non c’è la famiglia all’orizzonte ma non c’è neanche più la voglia di crearla da parte della grande maggioranza delle persone. Il motivo di questa scelta è semplice: troppo sacrificio, troppo tempo da “perdere” e troppe risorse economiche da donare a qualcuno che non sia noi stessi.

Questa scelta, però, non si limita solamente al disinteressarsi dal creare una famiglia ma va ben oltre. Non solo non si desidera crearla ma, pure, la si nega e si cerca di distruggerla completamente, disintegrandola in ogni suo aspetto, soprattutto quelli più sacri e profondi. 

Alla famiglia cosiddetta “tradizionale” (anche se non ci sarebbe bisogno di specificare dato che la famiglia è una e resterà tale per sempre) si è voluta creare una parodia: la cosiddetta “famiglia” omosessuale. L’accettazione di questo futuro dogma – e neanche troppo futuro – è ogni giorno sempre più diffuso fra le persone. Avete mai provato ad essere contrari a questa idea e dichiararlo pubblicamente? Sareste sicuramente etichettati come sporchi omofobi e, perché no, magari anche un po’ razzisti e fascisti.

Chi fra voi abbia visto Sanremo 2021 si sarà reso conto che l’ideologia gender è sempre più spinta dai mass-media e, oltre a ciò, che spettacoli pagati col denaro pubblico attraverso il cosiddetto ‘canone’ non si sono fatti scrupolo a scimmiottare figure sacre della religione cristiana (basti pensare alla figura della Vergine Maria). Ma ora non vogliamo concentrarci sul terribile e grottesco teatrino che è stato questo festival della “musica”, – per quel che c’è rimasto di musica – ma vorremmo fare una rapida rassegna di tutte le vicende, aggressive e blasfeme, che si sono susseguite negli ultimi giorni per dare ai lettori un’idea concreta di tutto ciò. 

L’attacco alla famiglia, partendo dalla TV, passando per i giornali e finendo per le strade, in questi ultimi mesi è stato violentissimo. Nel giorno della festa della donna, l’8 marzo, degli attivisti LGBT e dei centri sociali, hanno marciato per le vie di Roma, arrivando fino al centro di Piazza Sempione, portando con loro con una statua a forma di organo genitale femminile la cui forma evocava, senza ombra di dubbio, la Vergine Maria. Grande ipocrisia da parte di questi sottosviluppati di cervello dato che anche Maria era una donna o forse, per loro, merita rispetto solo la donna quando fa comodo alla loro ideologia!?

E’ stato, questo, un vero e proprio attacco frontale a tutti i credenti e alla stessa Chiesa. Di fronte alla statua della Madonna della Misericordia, che si trova al centro della Piazza, è stato affisso, inoltre, uno striscione provocatorio riportante la frase “Like a virgin”.

Questo ci dimostra ulteriormente la volontà anti-Tradizionale che guida queste persone – spesso, anche inconsapevolmente –  le quali, pensando solo di attaccare un simbolo (la Vergine Maria), attaccano la famiglia. Ebbene, la figura della Madonna è l’apoteosi della figura materna. Maria rappresenta la donna che si affida completamente nelle mani di Dio, solo per fede, solo per amore. Maria verrà designata, poi, madre della Chiesa e dell’intera umanità da Cristo stesso mentre si trovava agonizzante sulla croce.

Maria è, in conclusione, il simbolo della vita, della creazione e dell’amore ed è per questo che è venuta e viene costantemente presa di mira e la sua figura infangata (si badi a non scordare che, come riporta la Bibbia, la Vergine è colei che viene più temuta e odiata dal diavolo che, in Genesi 3,15, viene profetizzata come colei che salverà tutta l’umanità dopo l’errore della prima donna, schiacciando la testa del serpente – come raffigurato in diversi quadri – e soggiogandolo alla Volontà di Dio).

Un altro fatto molto grave è la continua e quasi ossessiva sponsorizzazione delle teorie abortiste spacciate come “conquista e vittoria della donna”, per la sua emancipazione e libertà nei confronti del cosiddetto patriarcato. Su questo argomento, senza volerci dilungare, rimandiamo allora ad un articolo dedicato interamente all’aborto e che potrà sicuramente chiarire le idee di molti.

Dal canto nostro possiamo solo ribadire e sostenere nelle nostre vite e lotte quotidiane che la vita è sacra, è un dono e l’uccisione volontaria da parte di una madre del proprio figlio nel suo grembo, è un’azione non diversa da qualsiasi altro omicidio. In questo periodo in cui un virus ci ha rinchiusi in casa per evitare la morte dei più deboli, ci sembra un’ipocrisia non pensare anche a tutti quei bambini indifesi, uccisi senza scrupolo dalle proprie madri (gli aborti – o per meglio dire i delitti – sono stati 43 milioni nel 2020 in tutto il mondo). L’aborto non è da considerarsi come una conquista dell’umanità ma come una vera e propria sconfitta.

Vogliamo, allora, concludere questo articolo sostenendo che la famiglia è uno di quei capisaldi per la costruzione di un vero Stato, organico e gerarchico, orientato ai valori di Verità e di Giustizia, e quindi del Sacro. 

La famiglia è uno di quei “campi di prova” che la vita ci mette di fronte per un miglioramento di noi stessi e, contemporaneamente, di tutti le persone che ne fanno parte.

Famiglia è dono e amore incondizionato ed è bene che sia difesa contro la Sovversione, sempre più affamata e violenta, tenendo sempre a mente che Vita est Militia super terram.