IL SENTIERO DELLA VITA NOBILE | Del cammino spirituale – 14

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tratto dalla rivista Raido n. 36

Uno dei mali della filosofia moderna ed in generale dell’uomo è quello di giudicare persone, religioni e percorsi spirituali in modo del tutto aprioristico e teorico.
Questo comporta che qualsiasi culto venga etichettato come credenza superstiziosa o venga accettato solo come semplice insegnamento morale negandone la natura trascendente; proprio a causa di questo processo il Cattolicesimo, è stato ridotto oggigiorno quasi ad un prodotto da supermercato, una religione fai da te all’interno della quale spiccano anche i cosiddetti atei cristiani.
In linea del tutto generale è bene essere molto cauti quando si elabora un giudizio su un cammino spirituale ed in special modo astenersi totalmente dal farlo se prima non si è vissuta un’esperienza del genere. Ogni percorso poi si adatta diversamente agli uomini in base alla predisposizione del singolo e dunque è opportuno prendere le distanze da coloro che dopo brevi o lunghe esperienze buttano fango sul proprio trascorso, per una certa disonestà intellettuale, dettata dal fatto che costa molto essere sinceri con sé stessi affermando “non ero all’altezza di quel cammino” o semplicemente “quel cammino non fa per me”.
L’individualismo e l’orgoglio portano invece l’uomo a condannare un percorso, facendolo cadere nella trappola dell’egualitarismo e portandolo a pensare che se un cammino non va bene per uno allora non è valido per nessuno.
Attraverso ragionamenti di questo tipo l’animale umano nasconde ben più profondi sensi di disperazione, impotenza e frustrazione, determinati da un’altra forma mentis trasmessa da questo mondo secondo cui “se io non riesco, allora perché altri dovrebbero farlo?”.
In realtà, le cose stanno molto diversamente. Ogni percorso spirituale è una tariqa, cioè una via, molto simile al singolo raggio di una ruota che conduce al centro della stessa, ogni tariqa presenterà naturalmente delle difficoltà specifiche ed esigerà dei requisiti legati all’equazione personale del singolo.
Mistificazioni
Dicendo questo non vogliamo affatto legittimare a priori qualsiasi cammino o percorso, anche perché l’età oscura che ci avvolge è ovunque colma di miraggi, illusioni e trappole; le forze della sovversione hanno imparato ad incanalare – utilizzando individui, sette e guru di ogni tipo – le spinte interiori di molti uomini, riuscendo a gestire egregiamente, dal loro punto di vista, un piccolo segnale di risveglio collettivo, sorto dal fatto che la decadenza si è spinta così in là da riaccendere in molti, seguendo il principio di azione e reazione della fisica11, fiammella del fervore spirituale.
Per poter individuare le trappole-spirituali, che conducono l’essere al marasma dell’annullamento di sé verso le tenebre e le acque inferiori, esistono alcuni criteri fondamentali, che ci aiutano a capire se il viandante che incontriamo sul cammino è un angelo o un demone, e dunque se seguirlo o scacciarlo22.
Una delle deviazioni più frequenti, che costituiscono un campanello d’allarme, è quello di confondere con effetti psichici i praticanti di un certo percorso; ci riferiamo qui a varie scuole che, riprendendo solo la parte più insignificante ed esteriore di certe dottrine tradizionali, “giocano” a compiere azioni fuori dal normale, consigliando inoltre la pratica di riti magici, presi chissà dove, senza averne alcun diritto e autorità.
Solitamente coloro che “abboccano” alle trappole del neospiritualismo sono quegli individui che credono troppo in sé stessi e dunque si lasciano facilmente condizionare dagli incoraggiamenti di false guide, che li convincono di essere chissà chi o cosa e di avere potenzialità enormi; è questa una tecnica classica che getta le sue fondamenta nell’orgoglio della persona, radicando in essa false e fuorvianti sicurezze.
Per riconoscere la validità di un cammino è bene dunque tenere a mente alcune cose che riteniamo di fondamentale importanza:
Ogni percorso spirituale comporta un lavoro continuo su di sé fondato su sacrificio, sofferenza e rischio. Tale lavoro è finalizzato alla spersonalizzazione del praticante intesa come ridimensionamento dell’ego che, potente illusione, impedisce all’uomo di accedere al proprio reale principio di individualità, il Sé o vero Io.
È certamente da evitare ogni via che prometta scorciatoie, acquisizione di poteri esteriori (che sono impedimenti giganteschi all’evoluzione interiore dell’uomo33) o che si pubblicizzi e commercializzi facendo dell’individuo che la rappresenta un’esaltazione smisurata.
Scelte personali
In merito alle scelte personali, solo una attenta ricerca interiore per periodi più o meno lunghi, può indicare quale cammino si adatta meglio alla propria natura e predisposizione; inoltre si deve tenere presente che, essendo il cuore il centro dell’essere, è a lui che dobbiamo chiedere – in una raccolta meditazione, “cosa comandi?”.
Dopo aver scelto un cammino, per comprenderlo appieno bisognerà viverlo ed assaporarlo fino in fondo, realizzando l’appartenenza alla comunità attraverso la partecipazione agli incontri ed alle attività della stessa; solo dopo ciò si potrà capire se un percorso è adatto a sé stessi.
Chi non si immerge in un percorso, teme di osare oltre le sue forze, è trattenuto dall’attaccamento al mondo delle cose, si risparmia, non vuole compromettersi e dunque fugge, evade, preferisce tornare nel caos del mondo dove nessuno esigerà da lui più di quanto possa dare, lì nel pianeta del non-senso dove l’uomo è oramai solo un ricordo ed un antenato dei nuovi abitanti, le scimmie.
Memento Audere Semper
 
 
Note:
1. Il principio afferma che un corpo che subisce una forza F reagisce con una forza uguale e contraria, perciò maggiore è la forza che agisce sul corpo più grande sarà la sua reazione; questo principio si adatta esattamente all’uomo che infatti reagisce a vari livelli, in funzione della pressione che subisce dalla società esterna.
2. Per chi voglia approfondire l’argomento si consiglia “Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo” di Julius Evola, ed. Mediterranee.
3. Si veda l’articolo di René Guenon “Il rifiuto dei poteri” preso da Iniziazione e realizzazione Spirituale.