QUESTA È SPARTA – 28

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«Potrete respingere gli attacchi dei nemici se rimarrete poveri e se nessuno di voi vorrà essere più importante degli altri».
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Licurgo con queste parole traccia l’esempio che gli spartani devono seguire per mantenere sempre alta la guardia e sopraffare i nemici.
Uno stile di vita spartano, educato alla disciplina e orientato all’essenziale, rende l’uomo lucido nella mente e adeguato nell’azione. Lo spartano opera in maniera impersonale, senza interesse per il tornaconto personale, rifiuta i sentimentalismi (in primis odio e brama di successo) e supera le contingenze del momento. 
Una volta che ha superato il suo ego, lo spartano si avvicina alla figura dell’eroe in grado di concepire il mondo e la sua stessa vita sotto una nuova luce. Solo così l’azione guerriera potrà trasformarsi in atto eroico.
Svincolata l’azione, si potrà agire senza essere agiti e verranno a meno il senso dello sforzo e la smania del risultato, del raggiungimento dell’obiettivo. Superata la concezione umana della vita come appagamento dei bisogni, emergerà una calma eroica, preludio all’azione pura e purificante, indifferente al successo o all’insuccesso.
Colui che sceglie la vita militate deve dominare le emozioni perché i sentimenti alterano l’azione, impediscono il controllo di sé e degradano la propria forza. L’uomo svincolato dall’Io non conosce egoismo e altruismo né felicità e rammarico, le sue azioni sono assolute e impersonali, prive di attaccamento.