QUESTA È SPARTA – 30

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«È meglio essere soldati di valore piuttosto che avere roba di valore»

(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)

Pausania, figlio di Cleombroto e reggente di Plistarco, figlio minorenne di Leonida, esclama questa frase osservando il bottino tolto ai barbari.

Ci troviamo probabilmente nel 479 a.C. in occasione della battaglia di Platea, in cui Pausania ottiene un’importante vittoria contro i Persiani, superiori per il lusso degli abiti ma non per il valore militare.

I costumi di Sparta sono essenziali e lo stile di vita è improntato sull’esercizio fisico per allenarsi al combattimento. 

Per essere uno Spartano esemplare è necessario dimostrare spirito di abnegazione e compiere rinunce.

Al contrario, i Persiani sono abituati all’opulenza e fanno mostra di ricchezze fin sul campo di battaglia. Ciò che più conta per loro è la quantità di cose o di persone, per questo a Platea si sono dovuti piegare davanti alla qualità degli uomini di Sparta.

Gli Spartani sono soldati per scelta, non schiavi travestiti da combattenti come gran parte dei Persiani. 

La qualificazione morale di un uomo, per quanto adornato con abbigliamento pregiato, non sarà mai determinata da ciò che è in suo possesso.

Spesso anzi è l’esempio di Socrate a fornire prova del contrario: il filosofo ateniese passava davanti alle sete della Cina e agli ori di Persia, esposti al mercato della sua città, e affermava che poteva fare bene a meno di tutte quelle belle cose.

Il distacco dal possesso materiale e il rifiuto dell’ostentazione sono due compiti importanti che vengono richiesti al militante.

In una società basata sull’inversione dei ruoli, in cui conta di più dare l’impressione di ricchezza piuttosto che dare prova di aderire a principi e valori, bisogna confermare in ogni momento il fronte al quale si appartiene: quello dell’essere o quello dell’apparire.

Una prova costante di compostezza di fronte al richiamo delle sirene del mondo moderno che vorrebbero tutti alla ricerca di qualcosa che non si può trovare sul banco di un negozio né nell’ultimo modello di automobile ma solo dentro se stessi.