La freccia di Arjuna – insegnamenti dalla Bhagavadgītā – 6

171
Nuovo appuntamento della rubrica dedicata alla Bhagavadgītā e ai suoi insegnamenti.
Abbiamo spesso ribadito quanto sia importante questo testo di sapienza tradizionale, per poter conformare la propria azione ai principi della Tradizione.
E, mentre ricordiamo lo splendido e fondamentale testo “L’etica del guerriero” di Mario Polia, edito da Cinabro Edizioni, proponiamo questi estratti con i puntuali approfondimenti e gli opportuni chiarimenti di Alessandro Zanconato.

BHAGAVADGITA XVI – DEI E DEMONI  (TRADUZIONE DI SRI AUROBINDO)
1-3 Il Beato Signore [Krishna] disse: Assenza di paura, purezza di temperamento, fermezza nello Yoga della Conoscenza, capacità di donare, controllo dei sensi, sacrificio (rendere sacro), lo studio delle Scritture Sacre, ascesi e dirittura, non nuocere, essere veritieri, assenza di ira, rinuncia, calma, assenza di maldicenza, compassione nei confronti di tutti gli esseri, libertà dalla sensualità, assenza di avidità, gentilezza, modestia, libertà dall’agitazione, energia, capacità di perdonare, pazienza, pulizia, assenza di invidia ed orgoglio – queste sono le caratteristiche dell’uomo nato nella natura Devica (divina).
4 Orgoglio, arroganza, eccessiva autostima, collera, durezza, ignoranza, queste, o Partha, sono le caratteristiche dell’uomo nato nella natura Asurica ( demoniaca ).
5 Le qualità Deviche conducono verso la liberazione, le qualità Asuriche conducono verso la schiavitù. Non affliggerti, tu sei nato nella natura Devica. O Pandava.
6 In questo mondo materiale ci sono due creazioni di esseri , gli esseri Devici e gli esseri Asurici; gli esseri Devici sono stati descritti a sufficienza: ascolta da Me, o Partha, la descrizione degli esseri Asurici.
7 Gli uomini Asurici non hanno alcuna vera intelligenza sul modo di compiere un’azione o sul come astenersi dall’azione; in loro non c’è verità, né un’azione ben fatta, né un adempimento fedele.
8 Loro dicono “Il mondo è senza Dio”, non vero, non fondato sulla verità, è generato da una reciproca unione con il Desiderio come sola causa, è il mondo del “Caso”.
9 Dipendendo da questo modo di vedere il mondo e dalla sua falsità, rovinando le loro anime e la loro ragione, gli uomini Asurici divengono il centro o lo strumento di un’azione crudele, titanica e violenta, un potere di distruzione nel mondo, una fonte di male e di danno.
10 Perseguendo un desiderio insaziabile, arroganti, pieni di autostima ed ebbri del loro orgoglio, queste anime mal guidate ingannano se stesse, persistono in scopi falsi ed ostinati e si ostinano a seguire le risoluzioni ossessive ed impure delle loro brame.
11 Immaginano che il desiderio ed il piacere siano gli unici scopi della vita e sono preda di inquietudini e di pensieri che li divorano, smisurati ed incessanti, e di tensioni ed ansietà fino al momento della loro morte.
12-15 Legati da centinaia di legami, divorati dalla rabbia e dall’avidità, si preoccupano instancabilmente di ammassare guadagni ingiusti che possano servire per i loro godimenti e per le soddisfazioni dei loro desideri ardenti. Pensano sempre: “Oggi ho ottenuto questo oggetto di desiderio, domani avrò quell’altro; oggi ho così tanta ricchezza, domani ne otterrò di più. Ho ucciso questo mio nemico, ucciderò anche gli altri. Io sono il signore ed il re degli uomini, io sono perfetto, compiuto, forte, felice, fortunato, un privilegiato che gode del mondo; sono ricco, sono di alta nascita; chi c’è come me ? Io sacrificherò, io darò, io godrò”.
16 Così attanagliati da molte idee egoistiche, ingannati, intossicati dalle gratificazioni del desiderio, cadono nell’inferno immondo della loro stessa malignità.
17 Non sacrificano e non donano nel giusto ordine, ma per ostentazione di amor proprio, per vanità e con un orgoglio inflessibile e folle.
18 Nell’egoismo della loro forza e potere, nella violenza della loro rabbia ed arroganza odiano, disprezzano e sminuiscono il Dio nascosto in loro stessi ed il Dio nell’uomo.
19 Queste persone orgogliose che odiano, demoniache, crudeli, che sono gli esseri più vili tra gli uomini nel mondo, io le precipito continuamente in nascite sempre più Asuriche.
20 Le precipito in ventri Asurici, illusi nascita dopo nascita, loro non Mi trovano e sprofondano nello stato più basso della natura dell’anima.
21 Tre sono le porte dell’Inferno, distruttrici della spiritualità nell’uomo – il desiderio, la rabbia e l’avidità: perciò queste tre dovrebbero essere abbandonate.
22 Un uomo liberato da queste tre porte di oscurità, o figlio di Kunti, segue il suo bene più alto ed arriva allo stato più alto dell’anima.
Il brano non ha bisogno di lunghi commenti. Si tratta la duplicità delle nature spirituali: la natura divina e quella demoniaca. Ci si concentra soprattutto sulla seconda, denominata “asurica”. Gli “asurici” ricercano esclusivamente gratificazioni materiali e sono dominati dall’egocentrismo. Cosa significativa, ritengono il mondo “senza Dio” e dominato dal Caso. Questa è una splendida descrizione degli “ultimi uomini” attuali, ossia della nostra società atea e secolarizzata. Avendo perduto il riferimento alla Trascendenza così come espressa nella Tradizione, gli esseri umani dell’epoca moderna sono dominati dalla natura demoniaca che li fa sprofondare sempre più in un inferno mentale e spirituale da cui è arduo uscire. Un monito, questo, assai severo ma assolutamente veritiero, che dovrebbe richiamare l’umanità decaduta ad un rinnovato amore di Dio e delle virtù insegnate nei Sacri Testi tradizionali.