QUESTA È SPARTA – 31

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«Sono le leggi che devono governare gli uomini, non gli uomini le leggi».
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Pausania, figlio di Plistoanatte, re di Sparta nel 408-395 a.C., risponde così a chi gli chiede come mai a Sparta non sia consentito modificare nessuna delle antiche leggi.
Le leggi di Sparta hanno origini divine. Si narra infatti che fu la stessa Pizia, sacerdotessa di Apollo a Delfi, a dettarle a Licurgo. Al mitico legislatore di Sparta fu richiesto che la legislazione, chiamata Grande Rhetra, rimanesse immutata nei secoli. A tale scopo Licurgo fece giurare i suoi concittadini a osservare le leggi prima di partire per un lungo viaggio, dal quale non farà più ritorno, morendo a Creta. Racconta infatti Plutarco ne La Vita di Licurgo che il legislatore spartano si lasciò morire privandosi del cibo per essere di utilità a Sparta anche con la dipartita. Licurgo pone così la sua stessa scomparsa a salvaguardia delle leggi di Sparta, la modifica delle quali era vincolava da giuramento al ritorno del celebre legislatore.
La bontà delle leggi di Licurgo è garantita dall’origine divina delle stesse e dal loro uso lecito. Una legge è buona, se ne si fa un uso legittimo e questo non dipende dalla divinità ma dagli uomini. Grazie alle leggi ciascuno ha la possibilità di cogliere la propria vera natura, carattere e identità spirituale. Esse aiutano a riconoscere i comportamenti dannosi, sancendo cosa sia scorretto, senza giudicare né condannare. La legge serve a governare chi sbaglia – viceversa non deve essere aggiogata ad essi – ed è lecita se ha un significato spirituale, se è cioè strumento per elevare l’uomo dalla sua condizione terrena avviandolo sulla strada per la salvezza.
Ci sono norme e leggi che valgono sempre e che non si piegano davanti alle mode del tempo o ai capricci di una società. Come vale per le leggi della matematica e della fisica, anche le leggi della natura non possono essere sottomesse alle leggi dell’uomo. Davanti al mito moderno della trasgressione vanno riaffermati quei principi eterni che non possono essere negati ma che spesso sono messi sotto attacco.