Spirito, Anima e Corpo

169
Il linguaggio attuale, fortemente impoverito e desacralizzato, tende infatti ad accomunare – con un errore imperdonabile – i concetti di “spirito” e “anima”, circostanza che mina alla base ogni comprensione.
Anzitutto, lo è “l’ente soprannaturale che è al di sopra di ogni essere individuale, di ogni forma terrestre, materiale e psichica”.
Comunica agli individui “la possibilità di partecipare al divino, cioè alla natura stessa dell’Essere universale, principio di ogni esistenza”.
L’ (o psiche), invece, è “il composto sottile di energie vitali immateriali ed include ricordi, impulsi, sentimenti, percezioni, piacere, dolore, paura, amore, odio, abitudine, desiderio, memoria, istinto, azione dei sensi ecc.”.
Infine, il fisico (o soma) è la sostanza materiale e grossolana, l’involucro esteriore dell’essere, legato alle forme terrestri e materiali.
Il corpo e l’anima formano l’ego, l’individualità, che rappresenta la proiezione orizzontale dell’uomo.
Lo Spirito costituisce la personalità, l‘Io superiore, che rappresenta il nucleo metafisico ed eterno dell’uomo, la sua realtà verticale, il suo essere vero ed essenziale.
L’uomo della Tradizione, così, tende all’ascesi, ossia al superamento della mera parte egotica di sé (quella orizzontale) per innalzarsi sulla via verticale dello Spirito. E, questo, è un percorso che dura tutta la vita e la trascende.