I CHING – IL MORSO CHE SPEZZA – esagramma n. 41

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L’I Ching è un antichissimo testo sapienziale cinese, composto di 64 esagramma, simboli costituiti di linee yang (intere) e yin (spezzate), capaci di raffigurare tutti gli stati e i mutamenti dell’universo. Chi ne apprende il linguaggio è in grado di accordare la propria vita all’armonia della Natura (il Tao), ottenendo così la vera Nobiltà dello Spirito.
Lo approfondiamo in questa rubrica curata da Alessandro Zanconato, autore del libro “Il morso che spezza” (ed. Passaggio al Bosco).

SUNN LA MINORAZIONE
sopra Kenn, l’Arresto, il Monte sotto Sui, il Sereno, il Lago
Il segno rappresenta una minorazione del segno inferiore in favore del superiore, giacché l’originariamente forte terza linea è andata in su, mentre la linea superiore in origine debole è subentrata al suo posto. La parte inferiore viene quindi minorata in favore di quella superiore. Ma quest’è senz’altro minorazione. Se si minora il fondamento di un edificio rinforzando i suoi muri superiori l’interno perde di solidità. E così anche una diminuzione di benessere popolare in favore del governo è senz’altro una minorazione. E l’intera tendenza del segno è volta ad indicare come questa trasposizione di benessere possa aver luogo senza che le fonti del benessere nel popolo, nei suoi strati inferiori, perciò inaridiscano.
LA SENTENZA
Minorazione congiunta con veracità. Opera sublime riuscita senza macchia. Si può essere perseveranti nel farlo.
Propizio è imprendere qualche cosa. Come si eseguisce questo?
Si adoperino pure due ciotoline per il sacrificio.
Minorazione non significa in ogni caso qualche cosa di male. Accrescimento e minorazione vengono al loro tempo. Allora è opportuno adattarsi ai tempi e non voler nascondere la povertà sotto vane apparenze. Quando attraverso un’epoca di cose insignificanti una verità intrinseca giunge a esprimersi, non bisogna vergognarsi della semplicità.
Essa è allora proprio la cosa giusta che conferisce forza interiore con la quale, a sua volta, si può di nuovo intraprendere qualche cosa. Non bisogna esitare nemmeno se la bellezza esteriore della civiltà, se anzi, addirittura, la perfezione dei rapporti religiosi avesse da soffrire sotto questa semplicità. Bisogna sottrarre un po’ di forza dall’atteggiamento interiore, aggiungendola come complemento alla meschinità dell’apparenza esteriore. Allora la forza del valore intrinseco aiuta a superare la schietta semplicità della forma. Davanti a Dio non v’è bisogno di false apparenze.
Anche con piccoli mezzi i sentimenti del cuore si possono manifestare. 
Al piede del monte sta il lago: L’immagine della minorazione.
Così il nobile doma la sua ira e raffrena i suoi istinti.
Il lago al piede del monte evapora. Con ciò egli viene diminuito in favore del monte,
il quale a sua volta è arricchito dall’umidità del lago. Il monte è l’immagine della caparbia forza che può concretarsi in ira; il lago è l’immagine dell’allegria incontrollata che può svilupparsi, quand’essa è generata a spese delle forze vitali, fino a diventare passionalità istintiva. Allora è opportuno minorare: l’ira deve essere diminuita fermandosi, gli istinti si devono raffrenare limitandoli. Con questa minorazione delle forze animiche inferiori le parti superiori dell’anima vengono arricchite.
Allora la forza del valore intrinseco aiuta a superare la schietta semplicità della forma. Davanti a Dio non v’è bisogno di false apparenze.
Anche con piccoli mezzi i sentimenti del cuore si possono manifestare. 
Al piede del monte sta il lago: L’immagine della minorazione.
Così il nobile doma la sua ira e raffrena i suoi istinti.
Il lago al piede del monte evapora. Con ciò egli viene diminuito in favore del monte, il quale a sua volta è arricchito dall’umidità del lago. Il monte è l’immagine della caparbia forza che può concretarsi in ira; il lago è l’immagine dell’allegria incontrollata che può svilupparsi, quand’essa è generata a spese delle forze vitali, fino a diventare passionalità istintiva. Allora è opportuno minorare: l’ira deve essere diminuita fermandosi, gli istinti si devono raffrenare limitandoli. Con questa minorazione delle forze animiche inferiori le parti superiori dell’anima vengono arricchite.