LGBT e la rovina dello sport

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Ormai notizie come questa sono all’ordine del giorno: il Cagliari che gioca con una maglietta “speciale” coi colori LGBT o il Parma che l’anno prossimo giocherà con una maglietta tutta nera (letteralmente) in “onore” del movimento statunitense Black Lives Matter. Dopo le grandi corporations e multinazionali americane e nostrane, ora anche le squadre di calcio cercano di sistemare il loro bilancio riproponendosi come paladine delle mode del momento. Vendersi per racimolare qualche spicciolo in più è una cosa vecchia quanto il mondo, e non sorprende che oggi il marketing si sia quasi completamente indirizzato verso consumatori che ogni giorno vengono bersagliati continuamente da propaganda lgbtqxy e blm.

Se non ci sorprende che facebook, twitter, le Big Tech e altri grandi multinazionali di internet e no, abbiano venduto anima e corpo al mercato dell’ideologia gender, fa invece riflettere vedere come lo Sport internazionale si stia piegando a questa falsa ideologia. Lo Sport dovrebbe infatti essere una pratica dove dei pari, atleti professionisti e semi professionisti, si sfidano in uno scontro equo ed onesto per stabilire che sia il migliore. Il più veloce, il più forte, il più resistente e il più intelligente. Lo sport è pratica quotidiana, costante dedizione e allenamento. Lo sport è disciplina, alimentare, fisica e mentale, è costanza, lo sport è sacrificio, è sfida e agonismo. E l’ideologia gender sta per distruggere tutto questo.

Forse i dirigenti del Cagliari non ci hanno pensato mentre studiavano come vendere agli occhi del pubblico ideologizzato nuove magliette lgbtq, ma così stanno indirettamente sostenendo la distruzione dello sport. L’ideologia gender e i suoi araldi vogliono infatti permettere ad atleti maschi che si “sentono femmine” di gareggiare in campionati femminili. Questo perché sarebbe “discriminatorio” non “accettare” e comprendere il loro sesso (percepito e non biologico). Un’assurdità, una follia, eppure sta già succedendo.

Giorno dopo giorno sono sempre di più gli atleti maschi (falliti) che decidono di gareggiare nei campionati femminili perché in questi hanno un chiaro vantaggio biologico e fisico. Più grandi, forti e muscolosi, nonostante l’utilizzo di grandi dosi di ormoni femminili, questi (falsi) atleti stanno demolendo pezzo dopo pezzo lo sport femminile, e lo sport in generale.

Dopo i maschi transgender nei campionati femminili cosa dovremo aspettarci, le quote rosa nel calcio?


(Tratto da calciocasteddu.it) – Milan-Cagliari, rossoblù in campo con maglia speciale LGBT

Attraverso una nota sul sito ufficiale, il club sardo spiega le iniziative dedicate alla Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

ARCOBALENO. Il Cagliari scenderà in campo contro il Milan con delle speciali maglie che vedranno lo stemma con i quattro mori abbracciato da una bandiera arcobaleno. L’iniziativa è dedicata alla Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia del 17 maggio, ma non sarà l’unica a riguardo. Ecco il comunicato del club che spiega come la società sarda intenda dimostrare la propria vicinanza alle tematiche Lgbt lungo questo weekend:

“Uniti per combattere discriminazione, pregiudizio e violenza: il Cagliari Calcio aderisce alla “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia”, in programma lunedì 17 maggio. Per sensibilizzare tutti verso questo tema, al via una serie di iniziative che avranno il loro clou domenica in occasione del posticipo serale della 37ª giornata del campionato di Serie A. Al “Meazza” di Milano il Cagliari scenderà in campo con delle speciali maglie da gioco: sul petto lo stemma con i quattro mori verrà abbracciato da una bandiera arcobaleno, simbolo di pace, rispetto della diversità, icona del movimento LGBT.

Le attività inizieranno già da oggi: in settimana le ragazze e i ragazzi del Settore giovanile hanno partecipato a degli incontri educativi tenuti dagli psicologi ed educatori della Società, Fabio Zarra e Virginia Marino. Al termine ognuno di loro ha potuto scrivere il proprio messaggio contro l’omofobia e in favore dell’uguaglianza di tutte le persone: i più significativi saranno pubblicati sui canal social del Club, all’interno di una fotogallery dedicata. Sempre sui social rossoblù, il logo del Cagliari con il drappo arcobaleno sostituirà quello tradizionale. E si coloreranno di arcobaleno anche tutte le bandierine del calcio d’angolo dei campi del Centro sportivo di Assemini”.