Sfortunato chi ha confuso il grosso con il Grande

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Sfortunato chi ha confuso il grosso con il Grande, il contenitore con il contenuto.
Sfortunato chi ha travisato l’appariscente e lo ha chiamato bello. E ancor più chi lo ha amato.
E chi il movimento ha chiamato “mio”, chi si è strappato le radici per inquietudine.
I viaggiatori perenni, che scrivono di luoghi appena sfiorati perché hanno dimenticato Casa.
Coloro che sono cosmopoliti perché un luogo vale l’altro, chi è sempre a caccia di impressioni perché sterile è la tavolozza del suo Spirito.
Chi guarda e più non vede.