Rigenerazione Evola | Cristianità “ascetica”: il Neugeist germanico

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A cura della redazione di RigenerAzionEvola


Nei mesi scorsi abbiamo proposto alcuni articoli poco noti di Julius Evola incentrati su una critica per molti versi profetica e decisamente attuale circa la decadenza del cattolicesimo occidentale: Quo vadis ecclesiaI teologi dell’ateismo cristiano, e L’enciclica ed i segni dei tempi. Proponiamo ora due articoli, altrettanto poco noti, in particolare questo che pubblichiamo oggi, in cui il barone commentava alcune tecniche di formazione spirituale aventi come base la dottrina cristiana, ma non a carattere devozionale, bensì collegate a delle pratiche meditativo-realizzative. L’articolo che proponiamo oggi, uscito inzialmente sulla rivista Bilychnis nel giugno 1928, venne riproposto da Evola, con i consueti aggiustamenti, su “Il Regime Fascista” nel marzo 1933, con l’intitolazione “Germania contemporanea – Il movimento dello spirito nuovo”.

“La danza di Albione” di William Blake (1794 c.), utilizzato per la copertina dei “Saggi sull’idealismo Magico” di Evola per le Edizioni Mediterranee

In esso Evola descrive il movimento tedesco dello “Spirito Nuovo” (Neugeist), una delle molteplici correnti spirituali “alternative” molto in voga in quegli anni, spesso pericolosamente soggette a derive neo-spiritualistiche, come lo stesso Evola sottolinea, ed in cui sincretismi con dottrine orientali, riprese in modo goffo o fallace, nonchè la confusione tra piano psichico e spirituale, erano all’ordine del giorno. Eppure Evola, curiosamente, attribuiva maggiore serietà, attendibilità e “sincerità” a questo movimento del Neugeist, in cui riteneva possibile vedere una forma di ricerca spirituale attiva, fondata sull’oggettività quasi “scientifica” di un’azione “rituale” su sé stessi, pratica e “numinica” anzichè devozionale e dogmatica. Talvolta nell’articolo sembrano riecheggiare i tratti di quell’idealismo pratico che il giovane Evola elaborò come base del suo Individuo Assoluto.

Certi richiami di Evola all’ “esaltazione e ad una liberazione dell’energia vitale“, al “presupposto laico, scientifico, per cui tutti i varii mezzi sono sincretisticamente accolti col solo scopo di suscitare esperienze da valutarsi essenzialmente dall’efficacia pratica“, ed alla prospettiva della “trasformazione della religione in una scienza sperimentale sui generis … rivolgimento, questo, certamente non privo d’interesse” possono sorprendere, proprio perchè Evola è stato sempre intransigente su certi sconfinamenti tra psichismo, vitalismo e spiritualità pura, soprattutto di matrice nordica, dove tali confusioni erano notoriamente “endemiche” (evidenziate anche dalla confusione in sede filosofico-letteraria nell’uso di termini come Geist, Vernunft, Verstand, Seele), come già osservato parlando di Spengler, e su cui torneremo, proprio con riferimento a quest’ultimo. Tuttavia per Evola, ben consapevole, come detto, di certi rischi neospiritualistici e che, ovviamente, utilizzava determinati termini e faceva determinati riferimenti in un’ottica per lui molto chiara (azione magica numinica, oggettività sovrarazionale del rapporto azione-effetto), “siffatti movimenti” andavano “considerati almeno con curiosità”, senza criticarli aprioristicamente, per verificare dove avrebbero potuto condurre proprio “certe «anime in crisi» del Nord“. Un documento sicuramente molto interessante.

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di Julius Evola

tratto da “Il Regime Fascista”, 4 marzo 1933

Nei paesi dell’Europa centrale una delle correnti spirituali che oggi guadagnano terreno, è quella del Neugeist (Spirito nuovo).  In essenza, si tratta di una varietà di quella reazione contro il dogmatismo religioso da una parte, contro il materialismo scientifico dall’altra, che ha già dato luogo ad una serie di movimenti «neospiritualistici» e «mistici», spesso di dubbio conio. Nei riguardi del Neugeist, vi è tuttavia una certa sincerità, non sempre da trovarsi in consimili movimenti.

Non che esso rappresenti qualcosa dì originale e di unitario; in esso, al contrario, si ritrovano tanto motivi dello Yoga indù e della nostra mistica medievale che intuizioni di scrittori tedeschi, quali Herder, Lessing, Goethe, Schiller, mentre, dal lato pratico, è chiarissima l’influenza dei recenti studi dell’autosuggestione messi in voga dal Coué e dal Baudouin. A malgrado di siffatto sincretismo, nel Neugeist vi è però un certo slancio che in una certa misura unifica tali elementi eterogenei presso ad una esigenza vissuta, volta a riportar l’uomo alla riconquista del senso dell’interiorità e della forza spirituale.

Copertina a caratteri gotici di “Die weisse Fahne” (“la bandiera bianca”), rivista ufficiale, in Germania, del movimento Neugeist

Il movimento ha centro in Pfullingen (Wüttenberg) ove l’editore J. Baum pubblica la rivista «d’interiorizzazione e spiritualizzazione» Die Weisse Fahne e una collana di volumetti, fra i quali alcuni son fatti abbastanza bene. Da Pfullingen il movimento si è esteso verso la Svizzera, l’Ungheria e l’Austria, ove ha un altro organo: La Luce nuova (Das neue Licht)edita da F. V. Schöffel. Non mancano fra gli aderenti nomi abbastanza noti, come quelli del prof. Verweyen e del vitalista H. Driesch. Il Neugeist vuol essere essenzialmente uno spiritualismo pratico, un misticismo attivocon disprezzo di tutto ciò che è semplice teoria o semplice credenza devota. «Il Neugeist – dice l’Eberspächer – come visione del mondo procede dal principio, che nessuna conoscenza ha valore, se non è applicata praticamente; che a nulla, servono le idee migliori, se esse non si trasformano in azione. Gli uomini debbono trasmutare praticamente nella vita dì ogni giorno gli insegnamenti di una visione generale del mondo.

La prima opposizione è, naturalmente, contro il materialismo, in secondo luogo contro quell’antico concetto di religione e di fede, di fronte al quale esso vuol appunto costituire lo «spirito nuovo». Secondo quell’antico concetto – dice l’autore sopra ­citato – «la fede non è che un ritener per vere delle proposizioni non dimostrate. Per lo «Spirito Nuovo» la fede è invece una forza mediante la quale possono venire risvegliate realmente le più alte energie». Il dogma e la confessione sarebbero elementi mortificanti per lo spirito – il Neugeist vuol essere un undogmatisches Tatchristentum, cioè un cristianesimo attivo senza dogmi.

Al suo centro sta il concetto della sovranità e della potenza del pensiero. «Nella forza del pensiero abbiamo la più possente fra tutte le forze. L’intero cosmos, tutte le forme e tutti i fenomeni, partendo dall’atomo fino ai sistemi solari, che altro sono, se non materializzazioni del pensiero divino? I pensieri costruiscono il carattere, formano i corpi e le fisionomie, regolano la salute, determinano le nostre relazioni esterne, il nostro destino, la felicità o la sciagura, la gioia o il dolore degli uomini. Ciò che noi formiamo, plasmiamo e produciamo è una creazione dall’interno – i pensieri ne sono il seme, e il frutto è la nostra sorte, il nostro bene o il nostro male» (Das neue Licht, IV, n. 46, p. 70, sgg.).

Ciò posto, è chiaro che venga richiamata l’attenzione sulla tecnica per rendersi signori del pensiero onde poter agire, per suo mezzo, nel senso di una fortificazione e di una spiritualizzazione di tutto ciò che da esso dipende. Da qui, l’accennata connessione del Neugeist con gli insegnamenti deilo Yoga indù, con le pratiche moderne di «autosuggestione cosciente» e con le antiche discipline ascetiche e mistiche, purificate però dal loro lato devozionale e considerate soltanto alla stregua della loro efficacia pratica. 

1) Concentrazione pura (rilasciamento, calma interna, raccoglimento del pensare, sentire e volere in un sol punto);L’itinerario interiore, secondo lo Schmidt, comprenderebbe 4 tappe:

 

 

2) Meditazione (grado superiore della concentrazione, in cui il pensiero volge verso un particolare scopo – meditazione concentrativa – e si fa capace di sprofondarsi tutto in questa direzione) ;

3) Contemplazione (interiore sprofondamento che aprirebbe l’orecchio alla «voce interiore» a cui ci si deve sforzare di identificarsi, procedendo allora nella

4) Realizzazione o autocompimento, grado che precede l’assimilarsi al Cristo (Durchchristung), che è lo scopo supremo di tutta la pratica dello «Spirito Nuovo».

È di qualche interesse riprodurre qualche campione degli esercizi usati lungo tale via. Il seguente si trova in Die Geist sei Führer (pag. 89) :

«Allo svegliarti al mattino vestiti rapidamente. Volgiti ad Oriente, distendi le braccia verso il Sole, trai sette respiri completi, respirando con la formula:  «Forza creatrice primordiale, riempimi!». Senti la forza e come essa ti monda. Poi incrocia le braccia sul petto e dì, o pensa intensamente: «Io sono una sol cosa con la vita infinita, la sua forza mi riempie – oggi avrò un completo dominio su di me, io ne ho il potere, lo sono, io voglio, io posso».

Un’altra formula, che concerne particolarmente il respiro, è data dallo Schmidt, con visibile relazione alla antica dottrina indù del prâna, cioè della mistica energia di vita che sarebbe nascosta nell’aria:

«L’aria contiene forze possenti che io introduco aspirando. Io trattengo coscientemente queste forze. Esse inondano l’intero mio corpo o e mi rendono sano, fresco, libero. Esse mi rendono energico e sano. Le forze mi ristorano e mi animano. Io mi sento fresco, energico, sano».

«Nell’espirare, caccia via mentalmente e coscientemente tutte le scorie che si sono accumulate nel tuo corpo e, insieme, tutte le cattive disposizioni o impressioni, i pensieri negatori e disgregatori. Pensa senti: Io respiro, libero, libero! Mi sento libero e conscio, respiro. Potenze cosmiche mi inondano o mi congiungono al Divino».

 

 

Le ripetizioni, naturalmente, sono fatte a scopo di autosuggestione. Ed ora una formula per la calma e il silenzio interiore. Essa segue ad esercizii, con cui viene preliminarmente provocato il rilasciamento completo del corpo, tanto da non sentirlo quasi più. È sempre dello Schmidt:

«Il mondo esterno è scomparso. Sono solo, profondamente in me… Io taccio. Io sono calmo. Penso e sento che sono completamente calmo. In me sono la tranquillità e la calma. Tutto è calma, ritmica proporzione, cosmica armonia, pace infinita…. Io sono calmo.

«Calma – come in una tomba lontana abbandonata.

«Calma – come in fondo ad un trasparente lago alpino.

«Calma – come in una città sotto l’ardore del sole estivo, calma, distesa, deserta, senza rumori, in attesa del fresco della sera».

Traduciamo infine una formula per riunioni collettive, usata dal gruppo di Stoccarda, che si trova in Die weisse Fahne (VI, p. 198, sg.):

«Si accenda la luce del Cristo nelle nostre anime! Om! (Om è una particolare «parola di potenza» delle tradizioni magiche indù).

« Risorgente in me, tu, Vincitore della morte! Luce di Cristo! Splendore infinito della mia anima!

«Tu sei! – Tu ardi! – Tu divampi!

«Luce di Cristo in me, ti adoro!

«In me fu il tuo Golgota! – In me è la tua resurrezione! – In me vive la tua vita eterna! – In me fiorisce il tuo paradiso! – In me tripudia la tua liberazione! – In me esulta la tua vittoria ! – In me risplende la tua fiamma antica! Vincitore Risorto!

«Tu mi ritorni al Padre perduto, Tu risvegli il Padre in me, che è il padre della tua generazione primordiale.

«Om! Io sono! Tu, Signore, sei risorto in me! Spirito Nuovo!

«Spirito ardente di luce originaria! Tu respiro del mondo – tu seme generatore di spirito nuovo – tu principio assorbente, essere irrompente, fine matura! – tu, di nuovo, soltanto principio – tu, il tutto e il nulla – tu, l’uno e il tutto! – tu presenza spirituale – eternamente attiva!

 

«Om! Vittoria! Vittoria! Vittoria! Om! – Tu Cristo sei il nuovo spirito di resurrezione in me! Om! – Pace! Pace sia con noi tutti! Om!».

Come si vede, il tutto è abbastanza bene congegnato con cariche suggestive ed esaltatorie volte a condurre ad una specie di ebbrezza spirituale collettiva: tanto, che varrebbe proprio la pena di assistere a qualcuna di questi convegni in massa del Neugeist.

Più da presso, ha interesse fissare il presupposto laico, scientifico, per cui tutti i varii mezzi sono sincretisticamente accolti col solo scopo di suscitare esperienze da valutarsi essenzialmente dall’efficacia pratica. Insomma, tecnica al luogo di fede, fatti interiori da assumere in sede di pura esperienza senza «interpretazioni» di sorta, sia sacre, sia profane, con occhio rivolto soltanto al risultato in chi tende ad una esaltazione e ad una liberazione dell’energia vitale. Pensata a fondo, la direzione è quella verso la trasformazione della religione in una scienza sperimentale sui generisrivolgimento, questo, certamente non privo d’interesse.

Così siffatti «movimenti» vanno considerati almeno con curiosità. Più che criticarli (il che sarebbe solo troppo facile) vale assumerli come segni dei tempi e approfondire ciò che essi praticamente possono darà a certe «anime in crisi» del Nord.