Tira e molla sulla tua paura

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Oggi è andata meglio. Meno contagi, meno morti. Gli italiani sono responsabili.
Ieri era andata malissimo. Un’ecatombe. Proprio non volete capirlo che questo virus sta falcidiando il mondo?
Ma l’estate è salva, forse leveremo le mascherine e torniamo a vivere anche i ristoranti.
Sarà comunque un autunno difficile, il virus tornerà a uccidere nelle strade, nelle scuole, negli ospedali. E la gente continua a desiderare gli aperitivi… Prepariamoci a un altro lockdown.
Il virus lo stiamo sconfiggendo, con i vaccini, con i DPI, con le mascherine e il distanziamento, senza baci e senza abbracci. Bravi tutti, responsabili e attenti.
Ma no, non è vero, moriremo tutti. Dovremo convivere decenni col virus, tre richiami al giorno. Forse due, ma magari anche 4, che ne sai.
La variante inglese, poi quella indiana. Ma la brasiliana quando arriva? Intanto al tavolo solo 4 persone, ma riduciamo la distanza col tavolo accanto. Avvicinalo, dai. Così ci stiamo in 8. Quindi 8 al tavolo, ma era meglio 6?
Intanto mi vaccino, sono felice, torno alla vita. Ma dicono che non serve a niente. O, peggio, fa male. Ma non si sa bene che tipo di male. Lo scopriremo nel tempo.
Mio zio si è vaccinato, sta bene, un po’ di male al braccio e mal di testa, ma tutto bene, ha fatto il Pfizer. Invece mia cugina ha 39 di febbre da una settimana, speriamo bene. Io non lo so, forse faccio Astrazeneca, ché lo danno vicino casa.
Se fossero matti, li assolveremmo. Invece non sono matti. Tirano e mollano. Si fanno tirare e si fanno mollare. Un po’ di paura, un po’ di speranza. Dosi alterne, giorni alterni, ma sempre la stessa strategia.
Sono strumenti – più o meno consapevoli – di questa macabra pantomima.