La Nazionale Russa non si inchina al Black Lives Matter

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Abbiam parlato fino alla nausea dell’animalesco moto di protesta proveniente dagli Stati Uniti (qui, qui, qui, e ancora qui). Ne abbiamo smascherato tutte le doppie facce e palesato i controsensi. Portato alla luce i crassi interessi economici e le trovate di marketing di un movimento che, come quello lgbt o altri, mina a distruggere le basi e ciò che rimane delle strutture tradizionali all’interno della società moderna dietro il paravento dei diritti delle minoranze.
Di fronte al nulla che avanza ci sono paesi che si inginocchiano ossequiosamente al padrone  (che un giorno è un po’ “black“, un altro ha i tacchi a spillo e la barba e un altro ancora ha le treccine bionde); altri popoli invece, saldi nella Fede e nell’Onore, scelgono di inginocchiarsi solo di fronte a Dio

(Tratto da Repubblica.it) – Europei, giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match con la Russia. Gli arbitri li imitano. Fischi dal pubblico di San Pietroburgo

I giocatori del Belgio in ginocchio contro il razzismo prima del match contro la Russia degli Europei. Il direttore di gara della sfida, lo spagnolo Antonio Mateu Lahoz e i suoi assistenti, li imitano inginocchiandosi prima del fischio d’inizio. Ma il gesto viene contestato dal pubblico di San Pietroburgo che fischia. E i giocatori della Russia, che non hanno aderito al movimento Black Lives Matter, restano in piedi. Due giorni fa fischi erano arrivati anche ai giocatori irlandesi in ginocchio contro il razzismo nell’Ungheria di Orban.