QUESTA È SPARTA – 35

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«Con te la gente si comporta in modo più aspro perché non sei capace di accettare un torto, io sì» 
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Teleclo, re di Sparta nell’VIII secolo, risponde in questo modo al fratello che gli domanda come mai, nonostante siano figli degli stessi genitori, la gente utilizza nei loro confronti modi diversi, con lui più aspri.
La riflessione di Teleclo ruota attorno all’importanza di saper accettare le ingiustizie. In particolare, colui che ha un animo disposto alla pazienza potrà sopportare i mali ricevuti con serenità, senza essere distratto nel perseguire i propri compiti lungo il sentiero della qualificazione morale.
Essere pazienti non significa però tollerare qualsiasi offesa. Infatti, se sulle offese personali si può sorvolare, non si possono accettare le ingiustizie verso i principi e i valori a difesa dei quali si è posti. 
Bisogna essere come acqua: avere cioè la capacità di adattarsi a tutto e al tempo stesso di essere indomabile davanti a ogni ostacolo. Come il debole trionfa sul forte così chi riceve offese sarà in grado di elevarsi rispetto ai denigratori.
Il militante deve mantenere il controllo di sé e sopportare gli insulti quando occorre. In alcuni casi è però necessario respingere le ingiurie che recano oltraggio a ciò per cui si è chiamati a combattere. Colui stesso che offende ha bisogno, come tutti, che la battaglia per il bene sia portata avanti anche se non ne è consapevole.