La giustizia di Dio è spietata – di G. Marletta

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(tratto dal profilo fb di Gianluca Marletta che, come sempre, vi consigliamo di seguire)
“DIO E’ SPIETATO? BENE, AMATELO PER LA SUA SPIETATEZZA” (Guido De Giorgio)
Dopo aver letto l’ennesimo post che accusa il Dio dell’Antico Testamento di essere “brutto e cattivo” al posto di quello del Nuovo Testamento, che sarebbe zuccheroso fino al diabete, mi sono rotto le scatole e ho deciso di scrivere quest’appunto.
L’appunto non piacerà quasi a nessuno, né ai diabetici cristiani di parrocchia né ai tormentati atei che sulla “realtà del male” fondano uno dei principi della loro fede… pazienza.
Qualcuno diceva che la Verità non deve né piacere né consolare: se poi vi è chi la trova consolante, meglio per lui.
Premettiamo una cosa: la Divinità che fa strage dei bambini d’Egitto è la stessa che porta sulle sue spalle la Pecora Perduta. Vi sconvolge la cosa? Volete risolverla con gli artifici della cosiddetta “esegesi moderna” tirando in ballo la “mentalità” dell’epoca? Fate pure… non mi interessa! Sono balle da profano.
La verità è che gli aspetti di Giustizia e quelli di Misericordia sussistono nella Divinità e questo non mi scandalizza per nulla, a meno di non voler attribuire a Dio un codice morale che, in quanto tale, serve solo all’uomo per emanciparsi dall’ego (non certo a Dio).
Del resto, basta osservare la creazione: lo stesso Dio che manifesta gli esseri e permette loro di nascere in un determinato stato è lo stesso che li “scioglie” da questo piano d’esistenza attraverso la morte.
Vi fa orrore la morte? Allora evitate di nascere: perché l’opposto della morte non è la vita, é la nascita.
Vi fa orrore che i bimbi egiziani siano morti 3200 anni fa? Vi fa anche orrore un bambino nasca senza le gambe? Ebbene, sapete voi per quali ragioni imponderabili e sottili (gli orientali direbbero karmiche) certe cose avvengono e qual è, alla fine, il loro Scopo ultimo?
Ecco, va capita una cosa: è il Fine ultimo che prevale su tutto. Dio è sì misericordioso, ma la Misericordia deve spingere gli esseri alla loro realizzazione finale più che al loro soddisfacimento provvisorio.
Ma la colpa non è degli atei o di Biglino: la colpa è dei preti diabetici che da decenni ci scartavetrano con il “Gesù amico”, col “Dio dei fiorellini e dei palloncini”. Il Dio di Gesù è buono, quello della Bibbia è cattivo (anche quello del Corano è cattivo, infatti questa menata viene riproposta nella polemica interreligiosa). Ma scusate, cari cattolici iperglicemici: avete davvero letto il Nuovo Testamento? Nell’Apocalisse è descritta la strage finale degli empi: vi piace o no?
La sofferenza non piace a nessuno, credo. Giusto? Nemmeno al Cristo quando è salito in croce. Eppure la sofferenza non è altro che lo scotto necessario da pagare per passare da una condizione all’altra (vale per la morte quello che vale per la perdita del primo dentino da latte). Per ragioni che non potrei spiegare in un post, la legge universale prevede il Sacrificio. La sofferenza può essere alleviata ma non cancellata.
Il problema non è Dio: è l’immagine bonacciona e ridicola che di Dio si sono fatti gli uomini moderni.
Il male esiste? Sì. Esiste su questo piano e ha la funzione di essere combattuto. Al di sopra di questo piano non vi è più il male, vi è il Reale, che è – se vogliamo chiamarlo così – il Bene assoluto.
Perché sì, alla Fine – ma la Fine è al di là d’ogni tempo e d’ogni stato – il Bene prevale su tutto, o meglio, tutto trova la sua ragion d’essere: anche la morte dei fanciulli egiziani o la strage degli innocenti si compensa e si sublima, come la donna che “dimentica le doglie perché ha dato vita a un uomo”.
Tutto sta ad avere la fede di affrontare queste doglie. Fuggirle è inutile. Ignorarle è ridicolo.
Noi nasciamo soffrendo e piangendo ma, pochi istanti dopo, ci saziamo del seno di nostra madre. E’ un’analogia perfetta che ci viene offerta in questo stato dell’essere.
Meditiamola.