Non è ancora tempo che gli stanchi riposino

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Non è ancora tempo che gli stanchi riposino.

Certo, oggi alba e tramonto si assomigliano come gocce d’acqua grigia.

Come gocce di quel veleno che l’occidente malato stilla, come le punte delle scarpe dei frettolosi.

Come le pseudo-motivazioni degli indolenti, tutte stupende e immacolate nelle loro vetrine. Bieche motivazioni-soprammobile.

Ma per gli erranti, i dissidenti, quelli saliti al monte, per i viandanti che provengono da altri Tempi e da altri Modi, non è tempo di chinare la fronte.

È tempo anzi di mettere ogni passo davanti all’altro, con lo zaino ben chiuso, con le cinghie serrate tra le mani mentre si sale.

Con l’ostinata ricerca di uno sprazzo di luce nel cielo, con la ricerca di un ordine nei Cieli.

Perché a esso si tende anche se tutto distoglie, perché la bocca riarsa non cerca il miele, ma parole di Verità.