QUESTA È SPARTA – 37

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«Gli spartani usano spade corte così combattono più vicino ai nemici» 
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Antalcida, ammiraglio e uomo politico spartano, risponde così a chi lo interroga sul perché gli spartani in guerra usassero spadine molto corte.
La spada usata dagli Opliti spartani è lo xipho e viene impiegata soprattutto come arma da punta e da taglio. Questa arma a corto raggio ha una larga diffusione in tutta la Grecia Antica ma è a Sparta che viene modificata e accorciata alla lunghezza di circa 30 cm di lama. Quando lo scontro diventa brutale e ravvicinato, e la lancia degli Opliti non può essere impiegata, viene sfoderata la spada. Questo strumento di offesa viene usato insieme allo scudo come una lancia corta: gli Opliti cercano di bucare il nemico e contemporaneamente lo spostano con il loro possente scudo. Lo xipho proprio per questo tipo di utilizzo ha una lama “a foglia di salice allungata” per garantire colpi di taglio e stoccate micidiali.
Quello con la spada è una peculiarità spartana del combattimento falangita. Soltanto loro, tra tutti gli Opliti greci, utilizzano la spada perché sono professionisti del combattimento e dedicano alla disciplina e all’allenamento tutta la vita, fin da piccoli. Non a caso Plutarco sostiene che per gli spartani il combattimento è una riposante pausa dall’addestramento.
Mentre altri popoli greci considerano il combattimento singolo una pratica disonorevole, gli Spartani si esercitano costantemente con gli xiphos per essere pronti a usarli all’occorrenza, come nella battaglia delle Termopili quando le lance di Leonida e dei suoi uomini erano ormai spezzate.
L’epoca moderna ha ridotto la concezione di guerra e di lotta a mera aggressione, senza concepire alcun valore superiore come quello dell’abnegazione, del sacrificio e dell’eroismo. L’immagine romantica di Sparta e degli Opliti che combattono compatti è ancora oggi nitida e fa impallidire la prospettiva della guerra tecnica di macchine contro macchine.