Comunità militante Furor | Il rider del coraggio

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A cura della Comunità Militante FUROR

In Italia, ormai paese dei balocchi per tutti gli immigrati, ogni giorno si verificano casi di violenza gratuita. La differenza sta nel fatto che alcune notizie vengono ingigantite e strumentalizzate dai paladini dei diritti color arcobaleno.
Proprio gli antirazzisti sono coloro i quali fanno distinzione in base a chi commette violenze; se la vittima è di colore inizia la solita e sterile morale, mentre se la vittima è un italiano e bianco, si è quasi contenti. Questa retorica che non ci sfiora minimamente e non scatenerà in noi rimorsi auto-razzisti, permette che un fischio per strada susciti più clamore di un ragazzo che viene picchiato per difendere una ragazza da uno stupro.
Un gesto questo, nemmeno tanto scontato, vista la natura sempre più vile ed egoista dell’uomo moderno. Non vogliamo fare nessun grande elogio a Michele, perché ha fatto quello che è giusto fare in circostanze analoghe, siamo consapevoli però che questi gesti sono sempre più rari e non trovano il giusto spazio nella cronaca. Servirebbero più ragazzi come Michele, che ha dimostrato di avere coraggio e di poter vivere in questo mondo con Onore.

(Tratto da corrieredelveneto.it) – Verona, il rider Michele Dal Forno sfregiato per difendere una ragazza di Andrea Priante

«Se lo rifarei? Certo». Michele Dal Forno risponde di getto, senza fermarsi a riflettere neppure un istante. Non pensa alle bende che gli ricoprono la faccia, a quello squarcio che dal naso arriva quasi all’orecchio sinistro. Tanto meno al ragazzino di 16 anni che ora è in prigione e che fino a pochi giorni fa si atteggiava a boss di quartiere, girando per il centro con l’aria di sfida e il coltello il tasca.

Studente e rider

Dal Forno ha 21 anni, abita a Verona e tra pochi mesi si diplomerà in meccatronica. Da qualche anno, per guadagnare qualcosa la sera, col suo motorino fa le consegne a domicilio per l’Oasi Gourmet, una pizzeria non molto lontana dall’ospedale di Borgo Trento. È lui il rider che sabato è intervenuto per difendere una studentessa che stava discutendo con due minorenni. È bastato chiedere alla ragazza se stesse bene, per innescare la furia del sedicenne che, con una sventagliata di coltello, gli ha sfregiato il volto per sempre. «Credo siano stati necessari una sessantina di punti di sutura. Mi ha tagliato di netto anche un pezzo del naso e i medici dicono che la cicatrice rimarrà ma che la chirurgia, oggigiorno, può fare grandi cose. Lo spero tanto…».

La vicenda

È una storia agghiacciante che si svolge in un quartiere borghese, di quelli che si definirebbero «a basso tasso di criminalità»: condomini eleganti e negozietti a pochi minuti a piedi dall’Arena. Ma i protagonisti dimostrano come non si è mai troppo giovani per ritrovarsi, all’improvviso, a scegliere se diventare eroi o criminali. «Avevo appena consegnato le pizze in un appartamento – racconta – e mi sono diretto a piedi verso il punto in cui avevo parcheggiato lo scooter. Saranno state le 8 e mezza di sera. Ho sentito delle voci concitate e ho notato una ragazzina, che conosco solo di vista, che discuteva con due adolescenti dal fare piuttosto minaccioso, che le urlavano addosso».

L’intervento a difesa della ragazza

A quel punto Dal Forno aveva due possibilità: intervenire oppure fare finta di nulla e continuare col suo lavoro, nella speranza fosse qualcun altro a farsi avanti. «Non potevo andarmene. Mi sono avvicinato, l’ho salutata e le ho chiesto se avesse bisogno di aiuto. Lei mi ha risposto che andava tutto bene ma era evidentemente molto spaventata. Ad ogni modo, uno dei due è venuto verso di me e ha cominciato a girarmi intorno, insultandomi e ripetendo che dovevo tornare a consegnare le pizze e farmi gli affari miei». Il rider è rimasto fermo, senza reagire. «Gli ho solo chiesto cosa avesse da fissarmi e intanto sentivo la ragazzina piangere e dire che aveva paura e li implorava di lasciarmi stare. Forse aveva già capito come sarebbe andata a finire…».

L’aggressione

È stato in quel momento che l’altro giovane – di origini albanesi – si è avvicinato al ventunenne. «Teneva le mani in tasca. Ha detto al suo amico: “Tranquillo, ci penso io”. Quando è arrivato a un metro di distanza, ha tirato fuori il coltello e con un colpo mi ha tagliato la faccia. È stato tutto velocissimo, non ho avuto neppure il tempo di rendermi conto che fosse armato». Subito i due ragazzi sono scappati lasciando Michele Dal Forno col volto ridotto a una maschera di sangue e la ragazzina in lacrime. «Gli ho chiesto chi fossero quei due, mi ha risposto che temeva l’avrebbero uccisa se me l’avesse rivelato. Poi ho saputo che da tempo i suoi genitori stavano cercando il modo di tenere lontano la figlia da quei coetanei. E ora in quartiere gira la voce che la sera stessa uno dei due si sarebbe vantato con gli amici di aver accoltellato un italiano».

I soccorsi

Sul luogo dell’aggressione è arrivata un’ambulanza e una pattuglia delle Volanti, che ha raccolto le prime testimonianze. I poliziotti sono così riusciti a risalire al sedicenne, che è stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime aggravate dai futili motivi. Ora si trova nel carcere per i minorenni di Treviso e ieri il giudice ha convalidato il fermo. «Non riesco a spiegarmi come sia possibile che un ragazzino di quell’età trascorra il tempo con un coltello in tasca, pronto ad aggredire degli sconosciuti con tutta questa violenza», riflette Michele.

Le sensazioni del ragazzo

Il rider veronese è scosso e in queste ore sta cercando di ritrovare un po’ di serenità. «Non ho paura. Eppure, se cammino per la strada, ora guardo le persone con occhi diversi e mi chiedo cosa possano nascondere sotto la giacca…».Nonostante tutto, non ha dubbi: «Non mi sento un supereroe però so che lo rifarei: se una persona più debole è in difficoltà, è giusto intervenire». È lui stesso che ora chiede di pubblicare la foto con la ferita al volto. «Spero possa servire a far riflettere, perché al posto mio poteva esserci chiunque. Non deve capitare mai più».