Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

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I RITI DEL COSTRUIRE

Titolo completo: I riti del costruire. Commenti alla leggenda di mastro Manole, la Mandragola e i miti della «Nascita miracolosa», Le erbe sotto la croce.
Autore: Mircea Eliade
Anno: 2017
Pagine: 186
Il libro: in questo libro traspaiono la pregnanza e la centralità del ricco patrimonio mitico, simbolico e religioso delle culture popolari dell’Europa balcanica (e in particolare di quella romena, quale «ponte» tra Oriente e Occidente), frutto dell’attività di ricerca e di docenza di Eliade in Romania prima dell’esilio. Tra i modelli simbolici trasmessi dalla spiritualità arcaica al Cristianesimo, e da questo assimilati e trasfigurati, viene qui illustrato il tema iniziatico del sacrificio creatore nei suoi molteplici rapporti e connessioni con i miti cosmogonici e antropogonici e con le leggende popolari relative ai rituali di costruzione, alle piante della vita, alla valorizzazione della morte, alla reintegrazione armoniosa nel Cosmo.
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IL GRANDE BRIVIDO

Titolo completo: Il grande brivido. Saggi di simbolica e arte
Autore: Ananda K. Coomaraswamy
Anno: 1987
Pagine: 532
Il libro: Ananda K. Coomaraswamy è stato l’esempio perfetto di quella fusione fra Oriente e Occidente che tanti hanno invocato e pochissimi sono riusciti ad attuare. In più di mille pubblicazioni, fra il 1904 e il 1947, ha toccato i più svariati temi del pensiero, dei riti, della simbolica e dell’arte occidentali e orientali. Con immensa erudizione, e sempre tenendosi il più possibile vicino ai testi e ai monumenti figurati, ha illuminato i fondamenti della concezione indiana dell’arte, ma anche di quella dell’Occidente medioevale, e individuato le molteplici risonanze dei simboli attraverso il tempo e le civiltà. Il volume che qui si presenta, il primo di una vasta scelta dei suoi scritti più significativi del periodo 1932-1947, quando Coomaraswamy era curatore del celebre dipartimento di arte asiatica al Museum of Fine Arts di Boston, ha al suo centro l’immagine, questo essere dall’ambiguo statuto che appare nell’arte, nel rito, nel racconto, nella vita mentale. Secondo la visione di Coomaraswamy, che non pretende ad alcuna novità ma vuole soltanto ritrovare una verità antichissima, già presente nei più antichi testi indù, l’immagine è innanzitutto «supporto per la contemplazione» – e, se tale suo carattere viene a mancare, per volontà o per incuranza, si rende opaca e nemica. Capire le immagini, tutte le immagini, le più remote e le più quotidiane, l’icona e l’oggetto di uso domestico, è dunque una eminente attività metafisica e l’immagine stessa è una compagna indispensabile sul nostro cammino: «In ultima analisi, il rito, come ad esempio quello dell’antico Sacrificio Vedico, è un procedimento interiore, di cui le forme esterne sono soltanto un supporto, indispensabile per coloro che stanno ancora percorrendo il cammino e ancora non ne sono giunti al termine, ma superfluo per coloro che ne hanno già raggiunto la fine, e che, per quanto possano ancora essere nel mondo, non sono più del mondo. Nel frattempo, non esiste pericolo o ostacolo maggiore dell’iconoclastia prematura di coloro che ancora confondono la propria esistenza con il proprio essere, e che ancora non hanno “conosciuto il Sé”; questi sono la stragrande maggioranza, e per loro il tempio e tutte le sue raffigurazioni servono da indicazioni lungo il cammino».
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FUOCO ANNO 1 N.2

«HANNO UCCISO L’UOMO MASCHIO»
Torna ‘FUOCO. Informazione che accende’
Dopo il numero di lancio della rivista, FUOCO torna con un nuovo numero altrettanto incandescente e che disturberà il sonno dei tanti soloni del politicamente corretto. Lo Speciale è dedicato ad un’analisi a trecentosessanta gradi sullo stato di salute del ‘maschio’ nella società contemporanea, sempre più odiato, maledetto, rinnegato. Come se la passa l’uomo nella società che ha decretato la mascolinità (‘tossica’) come il nemico del XXI secolo?
E’ la retorica del ‘siamo tornati al medioevo’ come ci racconta Claudio Risè scrittore e psicologo. Proseguiamo il nostro Speciale con Costanza Miriano, autrice del best seller ‘Sposati e sii sottomessa’, che fa il punto sul rapporto uomo-donna e sul valore delle differenze tra i sessi. Proprio i sessi e le loro polarità sono il perno dell’approfondimento di Silvana De Mari. Infine, il contributo di Renzo Giorgetti che analizza il tema dal punto di vista della Tradizione.
Spazio poi a Jacopo Coghe, leader di Pro Vita e Famiglia che sferra una risposta a tutto tondo ai Fedez di turno, replicando così a tutti i finti-buoni che hanno paura della ‘vita’ e fanno della cultura della morte la loro bandiera.
Proseguiamo poi con una rassegna per analizzare i tanti anniversari di questo 2021: l’€uro, il G8 di Genova, la caduta delle Torri Gemelle e la guerra in Afghanistan con Andrea Marcigliano. Parallelamente, Claudio Mutti fotografa la sovranità (limitata) dell’Italia proprio in occasione dell’imminente G20 che vedrà il nostro Paese ospitare gli altri ‘grandi’. Senza dimenticare il fronte dei ‘Paesi canaglia’, periodicamente sotto attacco, in una sferzante analisi di Hanieh Tarkian.
Marco Scatarzi, prova a delineare quelle opzioni di lotta per il ribelle e passare al ‘bosco’ quando il bosco non c’è (più), mentre Fausto Andrea Marconi ci mette in guarda sull’evoluzione dell’homo sapiens che è sempre più homo migrans e culturalmente no-border.
Ampio spazio, poi, agli approfondimenti più inaspettati. Con un’analisi controcorrente sugli 883 di Max Pezzali, la celebre band musicale i cui testi vengono riletti in chiave ‘esoterica’ e metapolitica, e nella caustica radiografia che Gianluca Marletta fa di Harry Potter, opponendo al ‘maghetto’ la ben più solare saga de Il Signore degli Anelli.
Si parla poi di sapienza antica e dottrina Tradizionale con gli scritti di Mario Polia e Alessandro Zanconato.
Senza dimenticare l’attualità. Sia con l’approfondimento a cura di Stefano Conti, esponente sindacale dell’UGL sullo smart working e diritto alla disconnessione, che con una analisi sul poco noto tema della sovranità digitale grazie all’articolo di Riccardo Tennenini. Termina il quadro la lucida analisi di Enrica Perucchietti sul Grande Reset.
Completa il numero una intervista a Pietro Perconte, admin di Sinistra Cazzate e Libertà per dimostrarci che la satira non è (solo) di sinistra, anzi!, e chiudiamo con la celebrazione per i cento anni del Milite Ignoto con Cristina Di Giorgi.
E tanti, tanti altri articoli e Autori nel 2° numero di FUOCO!
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QUALE PROGRESSO?

Titolo completo: Quale progresso? Come lasciarsi alle spalle un’ideologia
Autore: Lord Northbourne
Anno: 2021
Pagine: 188
L’AUTORE
Lord Northbourne (1898 – 1982) studiò scienze agrarie ad Oxford e durante la Seconda Guerra Mondiale fu posto a capo del comitato agricolo in tempo di guerra; in seguito sarà docente presso l’università di Agraria a Londra. Autorevole agronomo – il primo ad utilizzare il termine di ‘coltivazioni organiche’ – fu anche appassionato giardiniere. Traduttore di opere di Guénon e di Schuon in Inghilterra, cercò un significato profondo nella vita e la sua ricerca spirituale lo portò a riaffermare le fondamentali verità metafisiche comuni all’insegnamento di tutte le grandi religioni del mondo. Preoccupato dei molti sconsiderati aspetti della ricerca scientifica moderna, che minavano la visione olistica e tradizionale dell’uomo e quindi dell’universo, coi suoi saggi ha lanciato un responsabile monito all’umanità.
IL LIBRO
Convinta dell’essenziale bontà del progresso, gran parte dell’umanità è decisamente coinvolta nel proteiforme culto del cambiamento. In effetti i presupposti che sono alla base dell’ideologia progressista non sono mai stati messi seriamente in discussione, né minimamente divulgati. Ormai è cosa urgentissima tirare in ballo tali presupposti e cercare di andare incontro alla reale verità. Nel presente saggio l’autore pone la questione da vari punti di vista. La penetrante chiarezza e freschezza delle immagini presentate al lettore non potranno che contribuire a una migliore e provvidenziale comprensione dell’illusoria fede nel progresso, sia nelle sue origini che nelle sue tendenze contemporanee. Il libro ha il dono di esprimere le verità più profonde della metafisica in un linguaggio semplice e gradevole, tale da sapersi distinguere dalla selva di pubblicazioni che affrontano – spesso in maniera confusa o complicata – la sfera della conoscenza spirituale.
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LE TRADIZIONI RELIGIOSE AMERINDIE. AZTECHI, MAYA E INCA

Titolo completo: Le tradizioni religiose amerindie. Aztechi, Maya e Inca
Autore: Mario Polia
Anno: 2021
Pagine: 208
Il libro: Nel libro Le tradizioni religiose amerindie, l’antropologo Mario Polia ci introduce a cinque temi riguardanti la filosofia religiosa delle culture tolteco-azteca, maya e inca. I miti cosmogonici il cui significato permette d’intendere la cosmografia, le relazioni fra uomini, dei e natura, il significato e la portata della pratica del sacrificio umano. I miti dei “Soli”, o cicli cosmici, che narrano i tentativi fatti dagli dei, o dal demiurgo, per plasmare un tipo umano in grado di cooperare al mantenimento dell’ordine cosmico tramite l’adorazione e il sacrificio. La pluralità degli enti animici, la loro coesistenza nella persona e le funzioni di ciascuno di essi nell’ambito delle varie culture prese in esame. Il sacrificio umano il cui significato va ricercato nell’ambito d’un sistema culturale fondato sul concetto di reciprocità: il sacrificio della vita umana “nutre” gli dei affinché essi, a loro volta, concedano agli uomini vita e nutrimento. Il significato della morte e il ruolo dei defunti. Questo testo permetterà ai lettori di capire meglio le tradizioni religiose amerindie, grazie anche a un linguaggio che, pur con la dovuta compiutezza scientifica, è semplice e scorrevole. A titolo di esempio si citano i due simboli dell’aquila e del giaguaro: essi sono simboli aztechi legati alla concezione dualistica delle tradizioni amerindie. In queste culture, infatti, ogni esistenza è il prodotto dell’azione di due energie complementari di cui una è di segno uranio, diurno, l’aquila, l’altra di segno ctonio, notturno, il giaguaro, animale simbolo del potere di veggenza dello sciamano.
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