Spotify ti spia (le emozioni)

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La notizia è di Febbraio ma merita di essere segnalata
Spotify ti spia (le emozioni).
Non solo Spotify, in realtà. Perché il tema non è nuovo (Alexa di Amazon, ad esempio, spia da tempo) e in futuro buona parte degli elettrodomestici non solo riconosceranno i comandi vocali, ma anche l’umore dell’utente, grazie a rilevatori di sensazioni. 
Non è fantascienza ma una seria ipoteca sulla privacy del futuro.
Tornando a Spotify – la piattaforma di condivisione di contenuti musicali a pagamento più grande al mondo – non tutti sanno che è in grado di suggerire, già ora, la canzone più adatta al proprio stato umorale.
Grazie ad un brevetto recentemente accolto, infatti, Spotify è in grado di “leggere” nella mente dei suoi utenti attraverso un algoritmo traccia-emozioni che rileva le intonazioni, il ritmo vocale e i rumori di fondo della stanza.
A quel punto tutto, fino anche ad uno stupido fornello in sottofondo che conferma così che abbiamo fame, potrebbe suggerire a Spotify elementi per riconoscere il nostro sentimento personale di quel dato momento.
Per non parlare degli assistenti vocali delle automobili: se notano che la voce del conducente suona stanca, suggeriscono immediatamente una pausa (imposta? registrata su qualche archivio?).
Qual è il limite tra godimento di un servizio a trecentosessanta gradi e privacy?

www.ansa.it – Progetto si basa su riconoscimento vocale 

Spotify pensa a scelte musicali basate sullo stato d’animo dell’utente. La popolare piattaforma di streaming musicale – scrive il sito specializzato 9to5Mac – ha recentemente ottenuto un brevetto che si basa sul riconoscimento vocale ed è in grado di comprendere il tono della voce e il contesto in cui si trovano gli utenti, per poi suggerire canzoni e generi musicali corrispondenti.

Tra le varie opzioni ci sarebbero “party, piccolo gruppo, concentrazione, da solo” e così via.

La richiesta di brevetto risale al 2018. Il servizio oggi conta oltre 320 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. L’azienda ha assicurato inoltre che tutte le future implementazioni verranno fatte in maniera etica e trasparente nei confronti della privacy dei propri clienti.

Interpellata dal sito Pitchfork per un commento su tempi e modi di applicazione di questo nuovo brevetto Spotify ha risposto: “Abbiamo depositato domande di brevetti per centinaia di invenzioni e presentiamo regolarmente nuove domande. Alcuni di questi brevetti diventano parte di prodotti futuri, mentre altri no. La nostra ambizione è creare la migliore esperienza audio disponibile, ma al momento non abbiamo notizie da condividere”.