Comunità Militante Furor | Lo sport: esercizio spirituale

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A cura della Comunità Militante FUROR

In un Paese come il nostro dove, vengono tralasciate ed abbandonate una molteplicità di cose, come la sanità, l’istruzione ecc. anche lo sport è visto come un qualcosa di superfluo, di inutile.
In questa pandemia, soprattutto, lo sport sembra quasi essere l’ultima ruota del carro, dove impianti per lo svolgimento di sport vengono chiusi (e peraltro risulta essere difficile persino farsi una corsetta solitaria).
A testimonianza di ciò, della poca importanza che il nostro governo dà alle attività sportive, vi è la mancanza di un ministro dello sport, in quanto il presidentissimo Draghi non ha ritenuto opportuno nominarne uno. Lo sport, soprattutto in un periodo del genere, deve essere un’ancora, poiché capace di risollevare il benessere fisico e mentale di tutti i cittadini che si trovano sballottati tra il divano e il letto.
Altro esempio di questa noncuranza verso questo settore è la notizia di qualche mese fa, che ha lasciato sgomenti in tanti, cioè che gli atleti italiani, qualificatisi alle olimpiadi 2021, avrebbero rischiato di presentarsi alle olimpiadi senza bandiera e inno. Tutto questo perché il Coni, dipendente dallo stato fino a poco tempo fa, doveva attendere un via libera da questo per procedere con la pratica per la partecipazione alle olimpiadi: via libera che non è arrivato, ma per fortuna all’ultimo minuto tutto questo si è risolto grazie ad un decreto legge, emanato da un consiglio dei ministri per ridare l’indipendenza al Coni, che così ha potuto procedere liberamente, di fretta e furia per confermare questa iscrizione.
Lo sport deve entrare a far parte del processo di crescita e di innalzamento del proprio spirito. Prendiamo come esempio gli sport da combattimento, dove vige la disciplina e la rettitudine, e il maestro diventa guida spirituale del proprio allievo, affinché non si abbassi ad istinti puramente umani e da vigliacchi, mantenendo un determinato Stile sia fuori che dentro la palestra. “Lo sport da combattimento è uno strumento fondamentale a disposizione di ogni atleta per l’acquisizione di una disciplina, un ordine, con risvolti positivi non solo dentro la palestra ma anche nella vita quotidiana… Il maestro è colui che, con la parola ma soprattutto con l’esempio, trasmette l’amore per uno stile di vita asciutto ed essenziale, nelle parole e nelle azioni. E’ necessario essere disposti ad ascoltare i consigli del maestro e a imparare da lui, ma soprattutto avere la voglia di fare. Tutto il resto è superfluo.” Da “Lo Spirito Del Combattente”.
Nostro compito, affinché si riesca a resistere agli affondi di questo mondo tenebroso è cercare, anche tramite lo sport, un riavvicinamento al Sacro. Oggi più che mai è necessario provare a mettersi in gioco attraverso gli spazi che restano a disposizione; se i vari DPCM chiuderanno le palestre, noi ci alleneremo all’aperto ricreando un ambiente comunitario, mantenendo vivi gli ideali che ci spingono a praticare certi sport, edificando dentro noi stessi una palestra. Questo ci permette di tenere lontano l’accidia che con i vari decreti sta dilagando riducendo l’uomo ad una larva da divano, a beneficio di un Uomo Nuovo capace magari di farsi piegare, ma mai spezzare.
In conclusione, fare uno sport non è solo una misera e bassa esaltazione del proprio Io tramite il fisico scolpito, bensì un accrescimento interiore, un raggiungimento di obbiettivi per mezzo del Sacrificio, che porta ad una gratificazione spirituale; il superamento di sé stessi e dei propri limiti, limiti che molte volte sono solamente delle scusanti, per esempio: oggi non ho tempo, non ce la farò mai, comincio da lunedì… Il vero combattente è colui che riesce ad evitare queste scusanti e concentrarsi sul proprio obbiettivo, al fine di migliorare sé stesso e abbattere la comfort zone, che ci distoglie da ciò che è benevolo.