QUESTA È SPARTA – 39

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«Prima di poter controllare gli altri, bisogna riprendere possesso di se stessi»
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Gli spartani replicano così agli ateniesi che, sconfitti nella guerra del Peloponneso, durante le trattative di resa chiedono di mantenere il controllo dell’isola di Samo per la rilevanza strategica della base navale. Proprio da questa espressione nasce il modo di dire «non essere padrone neanche di se stesso e pretendere Samo».
Essere padroni di sé comporta il mantenimento di un atteggiamento vigile e la capacità di affrontare la cattiva come la buona sorte con giusta partecipazione, senza subirne il coinvolgimento e senza farsi trascinare dall’esaltazione né dalla disperazione. Mantenere una calma lucida significa vivere il presente senza pensare ad altro, concentrarsi sull’azione che si compie.
In ogni situazione, persino nella sconfitta in guerra, bisogna ricercare il buono di quell’insegnamento. Per questo, non è utile mentire a se stessi quando la realtà riserva cattive sorprese ma piuttosto imparare a riconoscere il lato positivo delle cose. Vivere “qui ed ora” richiede predisposizione ad affrontare serenamente ogni esperienza di vita, ogni opportunità è una nuova sfida
Il risultato di una simile condotta sarà la serenità d’animo, propiziatrice di calma interiore e di impedimento all’oscillazione emotiva. Per assumere una nuova consapevolezza di sé e della realtà circostante, bisogna affermare una diversa visione del mondo i cui risvolti si concretizzano con un lavoro interiore quotidiano che riguarda ogni aspetto della vita.
Troppo spesso, al giorno d’oggi, si conduce una vita frenetica, a rincorrere sempre nuovi desideri in una perpetua agitazione e inquietudine. Al termine di questa corsa affannosa può capitare di rendersi conto di non aver mai veramente vissuto, di non aver mai avuto coscienza di quello che accadeva dentro e fuori di sé; per poi ritrovarsi, quando ormai è troppo tardi, con un senso di vuoto e di impotenza. È l’insaziabile desiderio materiale, la continua ricerca del piacere e l’attaccamento al proprio ego che condannano l’uomo a girovagare senza meta.
Per essere presente a se stesso bisogna innanzitutto riconoscere di essere schiavi delle passioni e reagire scegliendo di non seguire gli istinti. Per mezzo della rinuncia, l’uomo riesce a controllarsi, a non cedere alle lusinghe del mondo moderno, a saper rigettare le tentazioni materiali così come faceva Socrate che, attraversando i mercati di Atene – dove c’era di tutto, dalle sete della Cina agli ori di Persia – poteva affermare con forza: «quante belle cose ma di tutto ciò posso fare a meno».
L’uomo che è portatore di una visione del mondo afferma la propria volontà di equilibrio e si impone di resistere al desiderio. Egli esercita un lavoro costante su se stesso, fatto di disciplina e concentrazione, indirizzando il proprio stile di vita ai valori del buono, del bello e del giusto.