Il Sentiero della vita Nobile | La coerenza, quando vivere è più importante che proclamare

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Quando i valori sono in questione, è chiaro che la coerenza assume un’importanza primaria; ancor più in una società, o meglio, in un’epoca in cui la coerenza è rimasta uno dei pochi metri di giudizio del valore di un uomo. Nel tempo del parlamentarismo esasperato, cosa, se non i fiumi di parole, calca le scene della politica, riempiendo le prime pagine dei giornali e i talk show, televisivi come quelli “da bar”, accrescendo quel senso di “onnipotenza interventista” con il quale sono nutrite le illusioni e l’ignoranza della grande massa. Tutti si concedono una parola, tutti esprimono giudizi, quale che sia lo spessore degli argomenti trattati. Nessuno ci sta ad essere da meno.
D’altronde, chi può accettare di stare al proprio posto se da decenni, da secoli, la cultura diffusa gli fa credere che lo Stato è al servizio di ogni suo desiderio, che non c’è differenza alcuna tra i componenti di una società, che ciò che fa uno, di diritto deve essere fatto da tutti gli altri? E soprattutto come sarebbe possibile cambiare l’orientamento dominante se lo stesso potere è nel popolo che trova legittimazione e, dunque, dal popolo dipende e dello spirito del popolo è partecipe?!
Volere, chiedere, pretendere: a questo inducono, chi da una parte chi dall’altra, i politicanti per attrarre le simpatie degli elettori. Che importano gli interessi dello Stato! La lotta di classe, non condotta neanche più dai proletari contro i borghesi ma da tutti contro tutti, non lascia spazio al sacrificio dal quale le antiche civiltà trassero la gloria in nome della Grandezza.
Eppure, proprio allo stato attuale, sembrerebbe giunto il momento di rivolgere l’attenzione altrove, all’interiorità dell’uomo, visto che l’esteriore abbonda, anzi a volte eccede. E invece no, si continua a chiedere, sempre di più, distruggendo colpo su colpo ogni residuo di un mondo antico ormai quasi totalmente estinto.
Se gli omosessuali non lottano più per l’accettazione, ma pretenderebbero addirittura la benedizione papale, pena la gogna, se non altro mediatica, di ogni forma di spiritualità, le varie associazioni di categoria entrano in sciopero non appena si tocca qualche loro privilegio, e così sulla stessa linea si potrebbe andare avanti per tutto il resto.
Ma non vale certamente la pena di entrare nel merito, visto che l’indirizzo politico di ogni coalizione attualmente in forza di detenere il potere non vede per nulla nel sacrificio di tutti un mezzo per ottenere il bene dello Stato, ma nel sacrificio di alcuni il mezzo per ottenere il bene di alcuni altri ingiustamente privilegiati, magari di quei “compagni di lotta” che grazie ai loro imponenti mezzi finanziari assicurano i vari posti in parlamento o al governo.
In un simile contesto non sono di certo le parole e neanche le azioni a mancare: è della necessaria coerenza tra le une e le altre che si è invece persa ogni traccia. Sedicenti cattolici avanzano proposte a favore delle coppie omosessuali; ambientalisti, comunisti, ultra-liberali e demo-cristiani tutti insieme dalla stessa parte (a dimostrazione della loro unica radice sovversiva); partiti che fanno professione di fede democratica ma, al loro interno, fanno l’occhiolino ai nostalgici di un passato di cui, in ogni caso, conservano solo qualche parola d’ordine; ministri che promuovono leggi contro le opinioni altrui e poi non sopportano quando qualcuno, ancor più miope di lui, ridicolizza le sue di opinioni.
La coerenza è diventata un qualcosa di utopico, di cui tutti tessono le lodi, ma che nessuno si sente in dovere di portare avanti concretamente, in prima persona. Sarà perché farlo vorrebbe dire rinunciare per sempre alla comoda ed indifferente vita borghese e dimenticare tutti quei pacifici e vantaggiosi compromessi che invece di risolvere un problema lo rimandano o lo scaricano su qualcun altro! Sarà perché farlo vorrebbe dire assumersi finalmente le responsabilità di ciò che si è, che si vuole essere e di ciò che si fa!
Sembra quasi di sentirli i tanti Don Abbondio della politica – e non solo: meglio chiudere un occhio, meglio fingere che tutto va bene, meglio attaccarla la Chiesa che sentirsi in colpa ascoltando i suoi sermoni, meglio rinunciare alla propria dignità, alla propria coscienza piuttosto che affrontare i problemi.
È per questo che essere Antagonisti di questo sistema non può che significare essere coerenti rispetto a ciò che si è e si pensa. Ed è qui che “entra in gioco” la dottrina tradizionale. Se l’egualitarismo è la parola d’ordine di una certa sinistra, qual è quella dell’ambiente, cosiddetto, di destra? Se ci si limita a modelli ed esempi storici, per ciò stesso mutevoli e variamente interpretabili, la risposta risulterà ovviamente altrettanto varia e, dunque, vaga.
Solamente se lo sguardo si posa oltre, solo se ci si sofferma un attimo si comprende cos’è che risveglia l’istinto guerriero che spinge nello stesso modo tutti a resistere, che risveglia quel bisogno di gettarsi tra le fiamme, per salvare quanti sono in difficoltà, di cui parla Codreanu. Perché soffermandosi si arriva a capire la semplice verità, cioè che quel bisogno non è altro che il richiamo della coscienza che ci indica la via. E se l’uomo moderno non gli dà ascolto, seguirne il comandamento è invece il compito dell’uomo della Tradizione.
Se oggi, ancora, a molti fa piacere dirsi cattolici ma a nessuno piace adeguarsi alla dottrina, l’uomo tradizionalista non deve limitarsi a proclamare il suo credo, deve viverlo! Egli non predicherà la giustizia per poi farsi corrompere dai clientelismi né si sentirà attratto dai tanti piccoli e falsi bisogni della quotidianità. Prenderà ciò che è giusto, ciò che merita.
Non ricorrerà a mezzucci per superare un esame a scuola o all’università o anche per avere un lavoro. Se l’idea democratica indulge debolmente sugli errori degli uomini, egli sarà severo ma anche giusto, con se stesso e con gli altri. Non sarà il suo personale interesse a guidarlo ma il Vero e il Giusto, quindi le verità immutabili che la Tradizione ci insegna. Non si lascerà abbagliare dalle comodità superflue e non si riempirà la bocca di parole quali semplicità o amore per poi vivere nel lusso più sprezzante. Il suo Essere gli impedirà di vivere nel compromesso, nell’ipocrisia, piuttosto preferirà rinunciare a qualcosa. Sapendo che solo un’azione perfetta avvicina a Dio, compirà il suo dovere, nello studio come nel lavoro, senza alcuna negligenza o superficialità, al massimo delle sue potenzialità.
Nello stesso tempo, non si lascerà attanagliare da ansie e delusioni inutili, ben sapendo che non è tanto il fine di un’azione che conta, quanto il suo corretto svolgimento. Sarà questo a regalargli serenità e saggezza. Essendo la gerarchia il principio su cui si basa la sua visione del mondo, non farà dell’arrivismo il suo scopo di vita, perché avrà imparato a stare al suo posto, a fare ciò che gli compete e che è nella sua natura. Per questo il suo cuore non sarà tormentato, cosciente di aver raggiunto la sua meta personale, di aver quindi compiuto il suo dovere e di essere sicuramente superiore a qualsiasi governante corrotto. Tutto ciò gli donerà un aspetto diverso dal comune, luminoso e fiero, sicuro e determinato.
È inutile affannarsi a stendere programmi politici fumosi e contorti, se prima non si hanno gli uomini con la giusta forza per portarli avanti senza paura ed esitazione. L’azione politica dell’uomo della Tradizione sarà quindi intrisa di questo e il suo obiettivo sarà portare avanti questa coerenza, farne una garanzia di affidabilità perché ciò, più di qualsiasi votazione, gli conferirà l’Autorità necessaria per fondare uno Stato basato su ideali nuovi, o meglio, nuovi rispetto alla modernità ma in realtà immortali.
Solo il grado di disinteresse della sua azione potrà qualificarne la purezza, perciò una totale dedizione sarà l’unica garanzia concreta della sua sincerità. Totale adesione all’Idea, dunque, non impegno part-time o interessato! L’Idea al centro del proprio Essere e delle proprie azioni e non solo al centro dei propri bei discorsi, questo è il grande esempio della Tradizione.
Coerenza e Fedeltà, stagliandosi nel confuso e torbido orizzonte della modernità, sono le uniche armi indispensabili per gettare lo scompiglio in una società che di queste due parole non conosce più il significato.