Comunità Militante FUROR | Il calcio del popolo

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A detta di molti il 2021 sarà un anno rivoluzionario nel mondo del calcio, a causa dall’esplosione della “bomba Superlega”, dove chiunque ha espresso una sua opinione o addirittura protestando contro questa evasione dei club più blasonati dei campionati più importanti; il loro obiettivo era quello di creare un elitè del calcio, una sorte di prima classe del calcio, un campionato fatto su misura per gonfiarsi le tasche ed il portafoglio dopo gli svariati deficit finanziari causati sia dalla pandemia che da soldi, tanti soldi, spesi male.
Il progetto alla fine è saltato a causa delle minacce in stile mafioso come in un film di Al Pacino da parte del presidente della UEFA Ceferin, e per tutti è stata la vittoria del calcio del popolo, ma in realtà il calcio era già cambiato da tempo e non è certo la Superlega a dirlo.
Un calcio visto come un business, un’azienda, dove tutto gira intorno ai soldi, ai diritti TV e gli sponsor. Ormai non si parla più di una squadra vincente, non si va più a vedere il risultato sportivo, perché ancor prima del risultato sportivo viene quello economico, non si festeggia più una vittoria o un trofeo ma viene festeggiata una plusvalenza fatta sul mercato, tutto ciò per ottenere più soldi in modo da poter pagare stipendi folli a calciatori e ad agenti sciacalli, che grazie alle loro commissioni hanno potuto creare un impero.
Tutto questo circolo vizioso che gira intorno agli introiti colpisce anche i tifosi, che credono che questa vittoria contro la Superlega abbia dato valore al calcio, quando non si rendono conto invece che loro sono dei burattini, perché i club sfruttano il cosiddetto merchandising come un terreno fertile per ricavare sempre più profitti a spese dei loro tifosi (maglie, diritti tv etc etc…).
Se i club sono aziende, come tutte le aziende nel 2021 pretendono delle macchine che aumentino la produttività, peccato che nel mondo del calcio le macchine non giocano e scendono in campo esseri umani; a tal proposito basta sentire dichiarazioni di personaggi di alto livello come Pep Guardiola che denunciava l’insostenibilità del giocare una partita ogni 3 giorni; tutto ciò in nome del business.
Nella vicenda della Superlega hanno preso parola e addirittura sono passati come esempio società come PSG e RedBull Lipsia, quando invece loro sono stati gli iniziatori di questo calcio moderno; basti pensare al PSG col suo proprietario Nasser Al-Khelaïfi, uno dei cosiddetti imprenditori dell’oro nero, che sfrutta i suoi dipendenti per le proprie ricchezze o al Lipsia che nel 2009 venne acquisita dalla RedBull cambiando logo, colori e stemma del club, praticamente annientando la tradizione di questo club e dimenticando l’attaccamento dei tifosi e della città, calpestando i loro ricordi e le loro passioni legate al club storico.
Ma per i tifosi ha vinto il calcio del popolo…SI CERTO! Tutti noi appassionati di calcio vero, sappiamo che il calcio non è più come una volta, e questa frase non è romanticismo oppure anacronismo ma è la realtà dei fatti, si vedono solo calciatori con macchinoni, vestiti costosi e ville che vanno dietro ai soldi, non sanno e non capiscono il valore nel club in cui giocano.
Il calcio è uno degli sport più diffusi al mondo, è lo sport che milioni di bambini praticano fin da piccoli, sognando, un giorno di giocare con la propria squadra del cuore o con i propri idoli, e appunto questi idoli dovrebbero dare l’esempio a loro, dovrebbero trasmettere determinati valori e non pensare solo al business e ai loro interessi economici.
Per dirla in parole povere, gente come Totti, Maldini, Baresi, Zanetti, Del Piero e molti altri ancora, che hanno vissuto tutta la loro carriera nella propria squadra diventandone bandiere, e che oltre ad essere dei campioni in campo sono stati uomini fuori, non esiste più.
Il calcio deve essere questo, un insegnamento a tutti i bambini dei vari valori oramai perduti, o strumento per forgiare uomini leali, insegnandogli il gioco di squadra, il sacrificio, il rispetto verso gli avversari e verso i propri tifosi. Questo è il calcio del popolo, esso ha come immagine un super santos sotto una macchina, un bambino che cerca di prenderlo, le porte fatte coi giubbini o le bottiglie e tutto diventa magico, perché come si dice il vero calcio inizia quando un bambino per strada calcia un pallone.